Ato – Dopo l’Acs, il centrodestra all’ennesimo banco di prova

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Avellino – Dopo l’Alto Calore Servizi e l’Ente Montano di Montella, Popolo della Libertà e Unione di Centro preparano l’ennesimo ‘blitz’ negli Enti di servizio della provincia. Domani (in seconda convocazione) si riunirà l’assemblea dei soci dell’Ato Calore Irpino, Ente di programmazione e di indirizzo del servizio idrico che riunisce poco meno di 200 Comuni dell’Irpinia e del Sannio, presso l’aula conferenze della Camera di Commercio di piazza Duomo ad Avellino.
Scongiurato il rischio slittamento della seduta, saranno tanti e importanti gli argomenti all’ordine del giorno. Innanzitutto ci sarà da eleggere il nuovo presidente dell’assemblea. L’uscente, il sindaco di Montefusco, Errico Bonito, è stato dichiarato decaduto al termine del suo mandato amministrativo nel Comune del quale era primo cittadino. Attualmente lo sostituisce il vicepresidente. E cioè il sindaco di Pontelandolfo (comune del Sannio) Cosimo Testa.
Sul tavolo anche l’approvazione del bilancio e del rendiconto. Ma soprattutto ci sono da individuare due nuovi componenti del Consiglio di Amministrazione.
La vicenda risale a più di un anno fa quando in rappresentanza delle quote dei piccoli Comuni furono eletti Giovanni Colucci (da Udeur a Pd) e Irma Cristina De Angeliis (sindaco Pd di San Lupo). Il Tar di Salerno, su ricorso di Cosimo Testa, nel gennaio 2010, ha stabilito che il quorum per eleggere i due amministratori non sussisteva. De Angeliis e Colucci furono nominati con poco più del 32 per cento. Insomma, l’assemblea sarà chiamata ad eleggere 2 nuovi membri del CdA, su un totale di 7. I rumors di corridoio parlano di riconferma per Colucci e di nuova nomina per Testa. Oltre ai due rappresentanti dei piccoli comuni (unici di nomina elettiva), fanno parte dell’organismo, di diritto, un rappresentante a testa per il Comune di Benevento, per la provincia di Benevento, per quella di Avellino, per il comune di Avellino e per il Comune di Ariano.
Al momento la presidenza, con Antonio Festa, è saldamente nelle mani del Pd. Dei cinque membri di diritto, 3 sono del centrosinistra e 2 del centrodestra. Se al posto di De Angeliis e Colucci l’assemblea dovesse scegliere due amministratori di area centrodestra, il presidente Festa potrebbe essere sfiduciato.
Restiamo sempre nel campo delle ipotesi anche perchè non è ancora chiaro se il centrodestra sia nelle condizioni, come all’Alto Calore Servizi, di esprimere una maggioranza all’interno dell’assemblea. La platea è vasta. Tra Irpinia e Sannio i comuni consorziati sono 195. Il Partito Democratico è pronto a ripresentare i nomi dei due membri del CdA rimossi dalla sentenza del Tar. La partita politica, dunque, è aperta. Come all’Ato Calore, l’alleanza tra PdL e UdC studia la possibilità di togliere al centrosinistra un altro importante tassello di quel puzzle che sono gli Enti irpini. Dettaglio da non sottovalutare, infine, sarà quello della geografia politica del beneventano e del peso che avranno gli uomini di Clemente Mastella, oggi collocato stabilmente nel centrodestra a differenza di un anno fa, avranno nella battaglia per l’Ato.

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