Aste Ok, l’investigatore: il patto tra Galdieri e Forte-Aprile c’era, nessuna tangente al clan

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AVELLINO- Il patto sulle aste c’era e Nicola Galdieri era il referente del gruppo nei rapporti con Livia Forte e Armando Aprile, tanto da difendere la stessa “lady aste” quando il presunto capo del clan, Pasquale Galdieri, si lamentava del comportamento della stessa. E’ quello che emerge dell’ennesima udienza “fiume” celebrata davanti al collegio presieduto dal giudice Roberto Melone nell’ambito del cosiddetto processo “Aste Ok”. Sul banco dei testimoni ancora il luogotenente del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Avellino che ha condotto le indagini sia per il filone principale che per quello relativo alle aste. In aula oggi il controesame da parte dei legali di Mario Gisolfi, l’avvocato Rosaria Vietri, Armando Aprile, Livia e Modestino Forte, l’avvocato Roberto Saccomanno e di Nicola Galdieri, Beniamino Pagano e Carlo Dello Russo, l’avvocato Gaetano Aufiero. Esami serrati. A partire dalla difesa di Forte e Aprile, che ha puntato molto sulla reale esistenza di un patto o su quella che invece era una tangente che il gruppo Aprile-Forte avrebbe dovuto versare ai Galdieri.

TANGENTE AL CLAN O PATTO?

Saccomanno parte dalla intercettazione “madre” dell’inchiesta su Aste Ok, quella del 19 dicembre captata a casa di Pasquale Galdieri in cui ci sarebbe l’incarico a Damiano Genovese di occuparsi della vicenda dell’asta di un familiare di Giovanni Sanseverino, detto Nino a Mafia. L’avvocato chiede se ci sono attività di indagine da cui emerge questa circostanza, che Galdieri avanza richieste economiche. E l’investigatore chiarisce:
“Galdieri da questo incarico a Genovese per sapere quante aste fanno, dove intervengono dove lavorano e in quella circostanza anche il fatto specifico di Sanseverino”. E il legale continua: Dice anche se il commercio devono fare loro dobbiamo farlo anche noi? “Si è un passaggio”. Sulle pretese economiche del capo del Nuovo Clan Partenio insiste il legale: “Dalle attività di indagine Galdieri dice deve avere il 50 per cento?”

“Si, c’è un passo della conversazione in cui si fa riferimento-spiega il luogotenenente- Stiamo parlando di una fase embrionale, all’inizio , non sa il giro di affari che c’è. Si capisce che Nicola Galdieri deve prendere una percentuale”. Saccomanno continua ad insistere sulla presunta tangente che avrebbero dovuto versare e al fatto che in una prima fase sembrassero vittime:
“Inizialmente c’era sembrato che fossero delle vittime-spiega il luogotentente- stiamo parlando delle prime conversazioni, poi si calibrato delle percentuali. Pasquale Galdieri stesso poi dice in una intercettazione: per regola quei soldi non dovevo prenderli. Oppure quando Nicola Galdieri dice che avendo parlato con Aprile e aver visionato le spese, potevano accordarsi “al 7 per cento sui cicci..” Qui la difesa chiede se c’è un momento preciso in cui emerge l’accordo: “C’è una conversazione in cui si parla dell’accordo..Ma c’è ne sono decine in cui si fa riferimento. Sicuramente dopo l’ incarico dato a Damiano Genovese”. Quale sia l’intercettazione lo spiega lo stesso luogotenente: “Ambientale tra Pagano Beniamino, Galdieri Pasquale e Galdieri Nicola, in cui di parla di un impegno e dice: “Non sapevo niente, il nipote di Nino a Mafia…”. Saccomanno continua: A dicembre 2018 l accordo era stato già siglato? Anche in questo caso il luogotenente ribadisce come emerga il “patto” e venga anche difeso dallo stesso Nicola Galdieri: “In quel momento si stavano affacciando al mondo delle aste. Già da questa intercettazione. Nella conversazione che ho appena indicato si comincia a parlare di percentuali..”ti ricordi Arma’ a che punto stiamo”..La conversazione e’ del 28 gennaio 2019. Ci sono delle intercettazioni questa ad esempio, visto che Pagano torna da una visita alla Forte che non gli avrebbe dato i soldi, in cui Galdieri Pasquale si lamenta del comportamento della Forte, ma Nicola Galdieri lo riporta alla ragione. In particolare gli ricorda “Su questo affare non è entrato mai nessuno, invece noi abbiamo preso dei soldi”. Il legale legge alcune delle frasi usate da Pasquale Galdieri nei confronti della Forte: “Li affogo li dentro, spacco la testa al figlio davanti a lei ..sono frasi usate da Galdieri? E il luogotentente chiarisce: “Si, Galdieri si lamenta della Forte, ma il fratello la difende”.Cosa avrebbero dovuto fare i Galdieri? “Sarebbero intervenuti sull asta

Sia quando dovevano ricevevere il 33 o il 20

Se c’erano problemi dovevano intervenire ma tenga presenta che nella maggior parte dei casi non dovevano intervenire perché bastavano Forte Livia e Armando Aprile”.

Marzo 2019 un asta a Torre Le Nocelle? Armando Aprile e Forte Modestino? Avete accertato se sono stati minacciati?

L’investigatore chiarisce i ruoli: “Non è che devono minacciarli materialmente ma il fatto che gli tolgono la casa vale quanto una minaccia. La paura”. E Saccomanno chiede a cosa faccia riferimento: “La paura dell esecutato consisteva nel fatto che Aprile potesse comprarsi la casa e cacciare fuori l esecutato ?”. Una domanda a cui si è opposto il pm Woodcock la paura della presunta minaccia, ma cosa si chiede, spiegare cosa è la paura?”. Il luogotenente ha chiarito che la vera paura era quella: ” di perdere la casa”. Si passa ad un altro tema. Nel luglio 2019 c’è un raid famiglia Forte subisce un raid ad una vettura davanti al ristorante. Avete fatto accertamenti? Origine dolosa perché successivamente abbiamo visionato video delle telecamere di sorveglianza delegate dalla Procura di Avellino e in quel periodo avevamo una attività di intercettazione a trecentosessanta gradi. Dalla attività emerge che per una vicenda analoga, il raid ai danni di Sabino Morano, si voglia capire chi sia stato. Qui non se ne parla. Non vi è una conversazione la 40506 per cui Forte Livia per paura di atti vandalici ha assicurato tutti gli immobili? “Si me la ricordo”. Quante aste sono state fatte tra il 2018 e il 2020.

“Forte Livia e Aprile Armando volevano chiudere la vicenda nei corridoi, perché non volevano rischiare di acquistare l’ immobile”

Un lungo controesame anche quello del penalista Gaetano Aufiero. Molto circostanziato il perimetro delle domande del legale di Nicola Galdieri, Carlo Dello Russo e Beniamino Pagano. A partire dai presunti rapporti con MCC la supertestimone coinvolta in un’asta di Montoro. A parte una intercettazione in cui si fa riferimento a “Carletto” non c’erano rapporti ne’ con Nicola Galdieri ne’ con Pagano Beniamino. Una sola la circostanza in cui sarebbe emerso l’intervento di Carlo Dello Russo, quello della famosa asta in cui c’era stato lo scambio e l’errore da parte del gruppo ed uno dei due beni era stato aggiudicato ad un’altra persona. Il penalista ha duramente contestato poi che ci siano evidenze del versamento di diecimila euro a Forte e Aprile da parte di chi non si era aggiudicato l’asta e che fossero stati versati duemila euro ai Galdieri. Proprio sul ruolo di altri due personaggi chiamati in causa nelle dichiarazioni dal luogotenente Aufiero ha chiesto se Elpidio Galluccio e Diego Bocciero abbiamo mai avuto un ruolo in vicende di aste: “no ma nell’attività di usura legate ad un’autorimessa”. Per questo il penalista ha anche ricordato che non sarebbe emerso un ruolo o un contatto diretto con Galdieri. Alla fine Aufiero ha voluto anche “scardinare” due circostanze legate alle indagini. La prima, quella del monopolio sulle aste, ricordando come su circa 270 aste solo una decina siano finite all’attenzione delle indagini. La seconda contestando una circostanza emersa dalla precedente udienza. Quella per cui il Nuovo Clan Partenio abbia avuto influenza su gran parte della Provincia: “qui si parla di monopoli e gran parte della provincia, ma sono dieci comuni in una provincia che ne conta 118”. E poi ha analizzato gli stessi episodi nei comuni interessati. Per quanto riguarda Beniamino Pagano, facendo riferimento ai periodi di detenzione sofferti, ha messo in evidenza che tra il dicembre 2018 al maggio 2019 il suo contributo al presunto giro delle aste sia stato di solo qualche mese. Anche alla luce delle sue domande e’ emerso che a parte la vicenda di fine gennaio 2019 quando era stato redarguito da Pasquale Galdieri perché rientrato dall’incontro con la Forte senza soldi, non c’erano piu altri collegamenti. In aula si torna il prossimo 23 giugno.