Aste Ok, il pm antimafia Woodcock chiede sei condanne per presunti capi e gregari

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NAPOLI- Il pm antimafia Henry Jhon Woodcock ha chiesto la condanna per sei dei sette imputati accusati di far parte del presunto “Clan delle aste”, il procedimento relativo all’inchiesta denominata Aste Ok e tornato alla Dda dopo l’ordinanza di remissione dei giudici del Tribunale di Avellino, che avevano ritenuto quella a processo un’organizzazione autonoma e non collegata al Nuovo Clan Partenio. Le richieste di condanna questa mattina nel corso dell’udienza davanti al Gup del Tribunale di Napoli Chiara Bardi. Il Gup ha rigettato la richiesta di giudizio abbreviato condizionato avanzata dalla difesa di Antonio Barone. Una volta definite quali posizioni e imputati avessero scelto l’ abbreviato il pm antimafia Henry Jhon Woodcock ha depositato una memoria e avanzato le richieste di condanna nei confronti dei sei imputati che hanno scelto quel rito
LE RICHIESTE DI CONDANNA
Le richieste del pm antimafia nei confronti degli imputati che hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato sono le stesse avanzate da Woodcock al termine del processo per Aste Ok davanti ai giudici del Tribunale di Avellino, ridotte di un terzo per la scelta del rito . Nello specifico, per Aprile Armando la richiesta e di 16 anni e 8 mesi, per Antonio Barone una richiesta di condanna a 9 anni, 10 mesi 10 giorni,
Per Carlo Dello Russo il magistrato ha invocato il ne bis in idem per l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso (non può essere condannato due volte per lo stesso reato, avendo già riportato una condanna nel processo per il Nuovo Clan Partenio) e ha chiesto una condanna a 8 anni e 10 mesi per i reati fine, ovvero per le contestazioni delle turbative d’asta, stessa richiesta per Nicola Galdieri, anche per lui invocato il ne bis in idem per l’associazione (Galdieri e’ stato condannato nel processo al Nuovo Clan Partenio nel cui e’ accusato di avere insieme al fratello Pasquale un ruolo apicale), una condanna ad 11 anni, 11 mesi 5 giorni per Gianluca Formisano, per Livia Forte il pm antimafia ha invocato una condanna a 16 anni di reclusione, per Pagano Beniamino invece, invocata una condanna ad 11 anni di reclusione. Le prossime udienze davanti al Gup del Tribunale di Napoli, per l’avvio delle discussioni dei difensori degli imputati, sono state già fissate per il prossimo 27 Aprile e per il 15 maggio.
LE ACCUSE
Nella richiesta di rinvio a giudizio della Dda di Napoli gli imputati vengono accusati, anche alla luce della sentenza-ordinanza di remissione del Tribunale di Avellino dell’aprile 2024, a vario titolo “di aver promosso, costituito, organizzato e partecipato….nella reciproca
consapevolezza dell’ apporto causale fornito da ciascuno di essi fornito e dei reciproci ingiusti vantaggi e profiti ad un associazione di tipo camorristico, operante in Avellino e provincia”. Nello specifico quella “promossa, costituita, diretta e organizzata da Galdieri Nicola, Dello Russo Carlo, Pagano Beniamino, Forte Livia, Aprile Armando Pompeo, Genovese Damiano, Formisano Gianluca e Barone Antonio (ovvero con il concorso esterno degli ultimi due), i quali, avvalendosi tutti della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, hanno dato luogo e
hanno partecipato alla suddetta associazione di stampo camorristico promossa, costituita, organizzata e partecipata per commettere, in particolare, un numero indeterminato di delitti di estorsione e di turbata libertà degli incanti (aggravati ex art. 416 bis. I cp), consumati, in modo.specifico, per acquisire e per assumere controllo monopolistico inerente alla gestione illecita delle procedure di esecuzione mmobiliare, principalmente espletate in seno al Tribunale di Avellino”.