Assurdo: due discariche ed un Cdr, l’Irpinia immondezzaio regionale

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La discarica di Savignano dovrà ospitare 700mila tonnellate di rifiuti solidi urbani provenienti da tutta la Regione. Al Cdr di Pianodardine andranno 42mila ecoballe e 2milioni di tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi saranno ‘ospitati’ in una piattaforma polifunzionale (di cui è stato già stilato un progetto preliminare) da realizzare in Alta Irpinia, area di particolare interesse in considerazione delle caratteristiche geologiche del terreno: Palazzo Caracciolo ha letteralmente tremato alla notizia. La presidente Alberta De Simone, giunta in serata dal vertice partenopeo, ha immediatamente convocato i capigruppo per ‘correre ai ripari’.
Tutti unanimi nella determinazione a porre in essere una ferma opposizione e un forte contrasto al piano di De Gennaro.
Il primo atto della battaglia contro una decisione assunta “senza le dovute consultazioni” è il consiglio provinciale convocato con urgenza per sabato mattina .
“Porremo in essere tutti gli atti necessari a difendere questa popolazione”: la De Simone ha mostrato polso d’acciaio per difendere un popolo che ha già pagato. E non solo con i rifiuti. “Non saremo l’immondezzaio della Regione. Siamo stati vittima di un tragico terremoto ed abbiamo visto Napoli scippare i fondi a noi destinati. Ci hanno reso protagonisti di Irpiniagate per poi scoprire che il ladrocinio aveva coinvolto tutte le province tranne la nostra. L’Irpinia non subirà l’ennesimo atto di prepotenza da parte di un commissario che era addirittura venuto a fornirci garanzie”. Insomma, un bilancio devastante per un territorio che finora ha mostrato dignità e decoro.
L’Irpinia è stata colpita nel cuore ed “oggi – ha spiegato De Conciliis – abbiamo davanti ai nostri occhi lo spettro di un futuro nefasto”. Il nuovo governo, secondo il capogruppo di An, “dovrà farsi carico del problema”. Ma resta un dato di fatto: “Siamo pronti anche a gesti eclatanti. Le istituzioni non si comportano come le folle ma quando necessario hanno il diritto di alzare la voce”.
Punta sull’autocritica, invece, Giuseppe De Mita: “Se avessimo trovato una soluzione negli ultimi 4 anni non ci troveremmo oggi in questa situazione. Ma ora come ora ci stanno condannando ad essere il paese delle discariche regionali.
Al di là di questo lascia senza parole la disinvoltura con cui De Gennaro ci ha fornito garanzie. La disinvoltura, poi, con cui ha cambiato posizione lascia esterrefatti. La forma di protesta più adeguata, a questo punto, è quella istituzionale ma abbiamo il dovere di reagire rispetto ad alcuni comportamenti. De Gennaro avrebbe dovuto chiamare in causa le istituzioni locali. Questa omissione ci legittima ad assumere qualsiasi posizione”. E conclude: “Se il commissario resta sordo sarà la voce degli irpini a parlare”.
Una vera e propria mortificazione, secondo Mazza, per il lavoro svolto dalla Provincia e dalla Commissione Ambiente mentre per il neo deputato Arturo Iannaccone “il commissario deve avere la responsabilità di usare i poteri straordinari con equilibrio e saggezza e soprattutto ascoltando le istanze del territorio.
Invito De Gennaro a non scherzare con il fuoco. Abbiamo già avuto scontri violenti ma se senso di responsabilità ci deve essere allora non sia a senso unico”.
Insomma, le parole non servono più. Ma l’Irpinia è attonita. Assurdo. (di Manuela Di Pietro)

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