Assolti zia e nipote accusati di aver incendiato l’auto del vicino

Assolti zia e nipote accusati di aver incendiato l’auto del vicino

11 Gennaio 2021

Assolti per non aver commesso il fatto. Questo è il verdetto emesso questa mattina dal Tribunale penale di Avellino nei confronti di una 55enne di Atripalda e nei confronti di un 26enne di Atripalda, entrambi pluripregiudicati ed entrambi difesi dall’Avvocato Rolando Iorio.

I fatti risalgono al mese di marzo 2015 allorquando in piena notte un autovettura Alfa Romeo prendeva fuoco in uno dei parcheggi condominiali del Quartiere di Contrada Alvanite.

Soltanto grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco le fiamme venivano domate, dopo aver letteralmente carbonizzato l’intera autovettura. Vittima del brutale gestoun 40enne del posto.

Qualche mese dopo, una banale lite tra ragazzini faceva emergere i possibili autori del gesto. Infatti, alle urla dei  ragazzini che litigavano tra di loro in un campetto, sopraggiungevano le mamme che, invece di mettere pace, iniziavano una violenta colluttazione verbale tra di loro.

In particolare la 55enne intervenuta in difesa di un nipote, minacciava violentemente la moglie del 40enne, concludendo le sue invettive con la frase: “Non stai più bene sopra Alvanite … ti uccido, ti brucio a te e a tuo figlio, la macchina è stata poco, ti devo bruciare pure il camion e poi la casa”.

La vittima dell’incendio, pertanto, si recava dai Carabinieri ove provvedeva ad integrare la precedente querela, inizialmente sporta soltanto contro ignoti. Le indagini degli Inquirenti venivano indirizzate nei confronti della 55enne, considerata la mandante, e nei confronti del 26enne, un nipote della prima, ritenuto l’esecutore materiale.

A seguito di alcuni riscontri, i due venivano rinviati a giudizio con la gravissima accusa di incendio doloso.

Questa mattina il Tribunale di Avellino, in pieno accoglimento della tesi difensiva prospettata dall’Avvocato Rolando Iorio, incentrata sulla infondatezza delle accuse, ha mandato assolti i due imputati per non aver commesso il fatto.