Assistenti sociali e Protezione Civile, la proposta di welfare territoriale del Consorzio A5

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Il ruolo degli assistenti sociali nella Protezione Civile è stato al centro di una mattinata di formazione promossa dal Consorzio dei Servizi Sociali Ambito A5 presso la Sala Conferenze della Biblioteca Comunale di Atripalda, in piazza Sparavigna. “L’assistente sociale per la Protezione Civile: saper essere e saper fare nell’emergenza” il titolo dell’iniziativa che lancia di fatto una nuova sfida per il welfare territoriale: l’inserimento strutturato e consapevole del servizio sociale. professionale nelle attività di pianificazione, gestione e attuazione degli interventi di Protezione Civile.

“Siamo convinti – precisa il Direttore Generale del Consorzio Carmine De Blasio – che si possa lavorare molto sul piano dell’integrazione delle competenze, che ci sono sul territorio, nella gestione delle emergenze. Per una questione di presenza quotidiana, il nostro personale, impegnato nelle piccole realtà dell’Ambito A5, conosce infatti molto bene le fasce più fragili della popolazione e potrebbe sicuramente essere utile nel momento in cui si deve intervenire per attivare forme di protezione e salvaguardia”.

L’appuntamento, aperto dai saluti della consigliera del Comune di Atripalda Maria Fasano, ha avviato di fatto un percorso sistemico che permetterà ai servizi territoriali di diventare parte integrante della macchina dei soccorsi, partendo dalla formazione specialistica come premessa fondamentale per spingere tutte le istituzioni a condividere questo approccio fortemente innovativo.

“Abbiamo voluto coinvolgere l’ASPROC nazionale perché abbiamo l’ambizione di andare oltre il volontariato, investendo nella formazione. Sono da sempre convinto – ha ancora aggiunto De Blasio – che è nella fase della non emergenza che bisogna parlarne, per prepararsi al meglio ed evitare gestioni improvvisate e non sempre efficienti ed efficaci”.

“Arrivare preparati ad un evento emergenziale è fondamentale – rimarca la vicepresidente nazionale di ASPROC (Associazione Assistenti Sociali per la Protezione Civile) Silvana Mordeglia – perché fa la differenza su quello che accade e anche su ciò che accadrà dopo.  L’assistente sociale porta la conoscenza delle persone che vivono sul territorio, quindi diventa fondamentale avere sempre un aggiornamento specifico su tutte le situazioni di vulnerabilità. Serve, in altre parole, un’organizzazione preventiva che, in un’emergenza, può fare la differenza. Basti pensare, ad esempio, agli anziani che vivono da soli o hanno
bisogno di assistenze specifiche, ai disabili e, più in generale, ai nuclei familiari in difficoltà”.

Claudia Campobasso, Dirigente della Protezione Civile della Regione Campania, si è soffermata sul quadro normativo regionale e le dinamiche di cooperazione sul campo tra il soccorso tecnico e le risposte ai bisogni della popolazione. “Serve maggiore collaborazione, si tratta – ha precisato in un passaggio – di meccanismi sui quali investire e lavorare in via preventiva. In questo senso siamo al fianco del Consorzio A5 lungo un percorso sperimentale che deve portare ad una maggiore sinergia tra servizi sociali e Protezione Civile”.

Presenti all’incontro anche la tesoriera nazionale dell’Associazione “Assistenti Sociali per la Protezione Civile – A.S.Pro.C. OdV” Elena Addessi e Filomena Penna, Presidente dell’Organismo Operativo Periferico della Campania dell’Associazione.

Alessio Ruggiero, Presidente del Croas Campania (Ordine degli Assistenti Sociali
della Regione Campania) ha sottolineato come gli assistenti sociali siano “da sempre impegnati in prima linea nelle emergenze. La sfida ora – ha osservato – è strutturare e rendere sistema l’attuale organizzazione, in modo che possa fare la differenza e rappresentare un valore aggiunto nella gestione delle emergenze”.