Assemblea Sel: anche la Spiniello contro gli ‘autoconvocati’

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Atripalda – Negli ambienti della sinistra irpina, non accenna a placarsi l’eco dell’assemblea degli “autoconvocati” di Sel che si è svolta giovedì scorso a San Potito. Dopo gli interventi di Imbriano, Lieto e Cicchetti si registra il commento di Cinzia Spinello, coordinatrice Sel di Atripalda.

“C’era da aspettarselo, in fondo Sd è quello e soltanto quello: una visione antica e superata della politica. Un comportamento che è diventato noioso e controproducente nella costruzione della sinistra irpina. Potremmo parlare di illegittimità di un organo che si è autoproclamato attraverso una votazione bulgara e che non ha i crismi dei processi democratici che Sel intende difendere e diffondere. Non si capisce a quale teoria e a quale regolamento ci si è attenuti. A parte il fatto che è da verificare se i rappresentanti e gli iscritti Sd siano innanzitutto iscritti a Sel. Ci sono motivi fondati per credere che non lo siano, del resto verificare è facile.

Premesso ciò, cosa può far pensare che una simile operazione possa in qualche modo incidere o accelerare la vera nascita del partito-movimento in provincia. I frettolosi dambrosiani hanno evidentemente mostrato i muscoli, senza accorgersi però che sono di cartone, gonfi di nulla.

Ho salutato con dispiacere l’esito della riunione di S. Potito pur temendone l’epilogo, perchè l’esperienza insegna soprattutto a diffidare di chi mostra voracità invece di mettersi al servizio di un progetto politico alto che non merita certe bassezze. Da iscritta e militante di Sel non posso fare gli auguri a Giordano e a quanti hanno dimostrato quali sono le vere intenzioni di una certa sinistra in questa provincia: la ricerca del dominio e del potere, per occupare i pochi spazi ancora non occupati negli enti pubblici.

L’Irpinia e gli irpini già conoscono questa storia, dura da almeno 30 anni e sono molti in Sd ad aver perpetuato certi comportamenti. Ci sono persone che guardano a Sel con fiducia perchè riconoscono l’ampiezza e la bontà del suo progetto che è incontestabilmente incarnato da Nichi Vendola. Ma Nichi non ha pensato ad un partito a compartimenti stagni, ad un partito di gruppi dirigenti, bensì ha immaginato e dato vita alle Fabbriche di Nichi, ad una gestione orizzontale delle energie in campo.

Questo è Sel, non una guerra tra bande, non una rissa, non una prepotenza, non un ricatto. Sel è ciò che vogliamo che sia, è una visione futuribile del nostro paese, una speranza di riscatto per le genti del Sud, una possibilità concreta di superamento di un’epoca in cui fare politica è solo peso elettorale nelle dinamiche di quelli che oggi appaiono come veri e propri comitati d’affari nella gestione degli enti pubblici. Sel è molto di più di ciò che Sd intende realizzare ed è forse questa consapevolezza che ha spinto quei compagni a compiere una tale forzatura. Spero ci possa essere un ripensamento in tempi brevi, una riflessione attenta sugli esiti che comportano certe scelte irrispettose e violente.

Il campo della Sinistra non si riempirà mai senza la riscoperta del senso di fraternità e di condivisione. Viviamo un’epoca difficile in cui si dovrebbe evitare di dare il peggio di sè, la gente guarda la politica e non credo sia disposta ad intraprendere un viaggio di riscatto e di libertà partendo da questi presupposti litigiosi e distanti dalle esigenze quotidiane.

Comunque il processo di costruzione della Sinistra in questa provincia è ancora in piedi, c’è solo da augurarsi che il cammino riprenda senza più eccessi ma con la chiara convinzione che certi retaggi vanno abbandonati, che non è più il tempo delle conte e dei numeri ma delle idee e delle speranze. Lavoro, Stato Sociale e difesa della Costituzione sono i cardini su cui costruire un’azione politica efficace e produttiva ed è questo che può rappresentare la svolta e la giusta sintesi della nostra Sel, quella di tutti e tutto, quella che sta nascendo”.

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