Assemblea congressuale Ds: con 105 voti Russo nuovo segretario

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Avellino – 105 voti. 6 schede bianche… e sporadici consensi (si vocifera 4) da casa bassoliniana. Carmine Russo è il nuovo segretario provinciale dei Ds, eletto oggi nel corso dell’assemblea congressuale disertata dalla fazione facente capo al Presidente della Giunta campana che in extremis ha tentato una mediazione ponendo sul tavolo tre condizioni: ripristino dei rapporti di forza congressuale; costituzione della Commissione di maggioranza e opposizione soprintendente al tesseramento del Congresso; partecipazione al dibattito politico e votazione a lunedì pomeriggio. Nonostante la stretta di mano tra il deputato Raffaele Aurisicchio e Peppino Di Iorio, non c’è stato alcun passo indietro. E la rottura per il momento non è sanabile. A ‘salvare il salvabile’, la minoranza salviana che ha contribuito all’elezione del compagno Russo. Duro Aurisicchio nei confronti dei compagni bassoliniani. Velenose le accuse rispedite al mittente. Lunga ma per niente dispersiva la relazione dell’ormai ex segretario provinciale di Via Carlo Del Balzo. Sette anni di impegno, coinvolgimento e attenzione alle convergenze socio-politiche irpine. Raffaele Aurisicchio saluta la segreteria provinciale dei Ds. Lo fa passando in rassegna le fasi salienti di un settenario che lo ha visto protagonista nel processo di “svecchiamento” di una certa ideologia politica apparsa relegata in una sorta di “riserva indiana”. Niente di tutto questo. “Non siamo una forza allo sbando, ma un partito in campo – sentenzia il neo deputato ad apertura dei lavori congressuali al Viva Hotel -. Una formazione che punta a dare una forte spinta riformista all’interno del centrosinistra”. Un gruppo coeso (“nonostante chi non ha saputo cogliere i caratteri innovativi della proposta Russo”)… “che è riuscito a mantenere in piedi la baracca, attraverso la militanza e l’idea di una politica partecipata che si muove parallelamente al ruolo degli eletti… senza intromissioni di campo”. E puntando ad un nuovo concetto di autonomia partitica. “Non come valore negativo, fortemente condizionato dalle corrispondenze ‘di sistema’, ma un’autonomia ideologica (rispetto alle istituzioni) e territoriale (contro il restringimento della partecipazione democratica)”. Precisazioni sottili che sembrano non voler celare un autorevole mittente: Palazzo Santa Lucia. “Contesto fortemente l’imposizione e il dirigismo: spettri che l’impegno politico del centrosinistra irpino ha cercato di combattere sin dal 2004”. Lavorando su quattro punti importanti: autonomia (intesa come opportunità territoriale per definire scelte di sviluppo e di gestione); moralità (spirito di disinteresse, vocazione civile contro le spartizioni di potere. Il partito non può essere il luogo della illegalità e del libero arbitrio); ruolo del partito (partecipazione alla costruzione della rappresentanza sociale attraverso regole e responsabilità); rilancio del ruolo della Sinistra (necessità di realizzare in Irpinia un’azione politica riformista capace di traghettare l’immagine della provincia su scenari nazionali ed internazionali). “A distanza, invece, di trentasei anni dall’istituzione delle Regioni, nel Mezzogiorno d’Italia aspettiamo ancora l’affermazione di una nuova ‘qualità’ della pubblica amministrazione e di una concreta azione di programmazione”. Al vaglio, tra le altre cose, la questione rifiuti, “per cui la provincia di Avellino continua a rimanere imbrigliata nella camicia di forza di un centralismo stringente” e la gestione dei fondi europei: “la cui distribuzione ‘razionale’ appare sempre più opinabile”. Ma è la corrente bassoliniana, assente come annunciato ai lavori, a ricevere le precisazioni più eloquenti. “Ha sbagliato chi ha deciso di non venire, le ripercussioni non ricadranno sulla maggioranza ma sull’intero partito. Sarebbe deleterio creare presupposti di rottura sulla linea politica salernitana. Non ci sono state forzature, ma decisioni oggettive e procedure regolari che ci permettono di portare avanti il Congresso. Mi auguro che il nuovo Segretario, Carmine Russo, oltre a farsi interprete del patto politico che lo sostiene, possa aprire un confronto costruttivo nel centrosinistra per risollevarlo dal guado e favorire un processo di rinnovamento all’interno dei Ds, al fine di garantire una nuova generazione di classe dirigente per la Sinistra irpina”. In poche parole: cementare un partito che sia sempre più sinonimo di liceità nel rispetto di rappresentanze e statuto. (di Marianna Morante e redazione politica)

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