Asse-Provincia: no incompatibilità. De Simone vince in Cassazione

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Avellino – Nessuna incompatibilità per Alberta De Simone tra il ruolo di presidente dell’Ente Provincia e di componente di Asse: a stabilirlo tramite sentenza è stata la Corte di Cassazione presieduta da Corrado Carnevale secondo cui non sussisterebbe alcuna irregolarità nella concomitanza delle due cariche. Dopo il ricorso presentato dagli esponenti di Forza Italia Claudio Rossano e Antonio Bonaiuto il numero uno di Palazzo Caracciolo ‘incassa’ il successo anche nel II grado del giudizio. Si tratta, infatti, della seconda ‘vittoria’ dopo quella ottenuta in I grado nel dicembre del 2005 quando il giudice Fiore in qualità di presidente, e i giudici Luce, Feo e Santoro diedero ragione al presidente di Palazzo Caracciolo che tuttavia aveva già rassegnato le dimissioni da presidente del Consorzio per lo sviluppo socio economico il 25 agosto 2005. La querelle, per la precisione, aveva avuto inizio il 2 aprile 2005 con una missiva inviata al Ministro Pisanu nella quale veniva sollevata la questione incompatibilità ed ineleggibilità della De Simone. Il tutto facendo appello alla sentenza n. 377/2003 (“la Corte Costituzionale – si leggeva nella lettera – ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 52, comma 62, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 117 e 118 della Costituzione, dalla Regione Campania. Con tale sentenza è stata ristabilita l’incompatibilità tra la carica di sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale o circoscrizionale con lo svolgimento di funzioni di amministrazione di società di capitale a partecipazione mista, costituite, in conformità alla deliberazione CIPE del 21 marzo 1997, come soggetti responsabili dell’attuazione degli interventi previsti dal comma 203 dell’articolo 2 della legge 23 dicembre 1996, n. 662″). Da allora fiumi di inchiostro da una parte e dall’altra e il ricorso in Cassazione che tuttavia non ha evidentemente soddisfatto le ragioni dei proponenti.

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