Assalti agli sportelli Atm, così i Carabinieri hanno incastrato la banda della marmotta

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GESUALDO- La carta bancomat usata per aprire la “bocca” portello dello sportello Atm di Gesualdo e inserire la “marmotta” esplosiva nel settembre del 2024 e’ uno degli elementi che hanno portato i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino ad individuare i cinque componenti della banda pugliese che a pochi mesi di distanza avrebbe compiuto raid prima alla filiale Bper del comune della Valle del Calore e qualche mese dopo a Lacedonia. Indagini che hanno portato i militari del Nucleo Investigativo di Avellino fino al territorio foggiano, dove all’alba sono scattati gli arresti da parte dei Carabinieri.
LE TRACCE RACCOLTE
Dalla carta bancomat utilizzata per aprire la “bocca” dell’erogatore di contanti, rinvenuta nel corso del sopralluogo dei militari dell’Arma sulla scena del raid, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino hanno ricostruito sulla base di intercettazioni, individuazione GPS, passaggi autostradali e video della sorveglianza delle zone colpite dai raid, sia il ruolo della parte “logistica” e di “supporto” rivestita da ognuno dei cinque indagati raggiunti dalla misura cautelare che quello (in parte coincidente con alcuni di essi) degli autori dei raid. Un preciso ruolo per ognuno e le conclusioni di Carabinieri e Procura condivise dal Gip, che ha emesso la misura. Un intervento “chirurgico” quello di militari dell’Arma e Procura, che hanno ricostruito i due episodi per dare una prima importante risposta al fenomeno dei raid contro gli sportelli Atm in Irpinia senza perdere anche la competenza territoriale sulle indagini.