Asl e Moscati, Morsa, De Ciuceis e D’Acierno: “Si risolva una volta per tutte la questione del precariato…”

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Sono la Segretaria Generale della Fp Cgil, Licia Morsa, il Segretario Provinciale, Pietro de Ciuceis, e la Segretaria provinciale di Nidil Cgil, Italia D’Acierno a intervenire attraverso una nota congiunta.

“L’equivoco creato sul precariato nelle strutture sanitarie pubbliche si sta finalmente svelando – affermano – Oggi solo chi è in possesso dei requisiti previsti dalla Legge Madia (D. Lgs. n. 75 del 25/05/2017) può rientrare nelle stabilizzazioni, previa compatibilità del fabbisogno in pianta organica. Tale personale dovrà, comunque, essere sottoposto ad una prova selettiva in un contingente riservato che non superi il 50% del fabbisogno. In tale riserva, purtroppo, non è previsto personale di altro genere, indipendentemente se il suo contributo sia stato fondamentale alla tenuta del sistema sanitario o meno”.

“I nostri tentativi di tenere alta l’attenzione sull’anomalia determinata dal solito taglio indiscriminato del turn-over in sanità, oggi diventano ancora più urgenti, vista anche l’arbitrarietà con cui le direzioni possono decidere dove allocare le risorse previste dai piani assunzionali appena varati, i quali, tuttavia, appaiono già insufficienti”.

“La disposizione di legge regionale che portava a 36 mesi i contratti dei precari covid non è stata ancora attuata. Inoltre, non è stato comunicato nel dettaglio il principio che ha spinto l’ASL e il Moscati a dare i numeri sulle future assunzioni. Contestualmente si sono già avviate gare per il rinnovo o la dismissione di appalti in servizi che hanno come costante l’esubero del personale. Sono a rischio le cooperative, tanto osannate e tanto criticate, per alcune opacità legate al tipo di selezione in ingresso del personale e ai rapporti con le aziende pubbliche. Diventa sempre più grave il grido di chi, dopo aver dato tanto, in condizioni precarie anche se con un contratto a tempo indeterminato, oggi vede i suoi sacrifici perdersi nel vuoto della burocrazia”.

“Perché, nella nostra provincia, è impossibile un concorso per gli OSS? Perché non si è ancora proceduto al contratto di 36 mesi? Perché alle nostre richieste non viene data risposta? Abbiamo già spiegato cosa sia il territorio socio-sanitario in Irpinia.
In futuro approfondiremo nuovamente tali questioni. Nel frattempo, però, la sanità rischia di diventare un servizio per pochi”

“Chiediamo che ASL e AORN Moscati collaborino per creare una piattaforma unica per i concorsi e che questi riguardino tutti i profili, ricominciando a far diventare competente un territorio che oggi deve chiedere a Napoli anche quanto dista Solofra da Avellino. E questa non è una battuta…”