Asl, Comitato Sindaci a Caldoro: “Insoddisfatti di Florio”

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Avellino – Si è svolta questa mattina la riunione dei componenti del Comitato dei sindaci Asl di Avellino (Paolo Foti presidente, Rodolfo Salzarulo di Lioni, Salvatore Frullo di Bisaccia e Pasquale Ricci di San Martino Valle Caudina) insieme alle organizzazioni sindacali. All’incontro ha partecipato anche il sindaco di Solofra, Michele Vignola, che ha spiegato le ultime vicende legate al reparto di ortopedia dell’ospedale “Landolfi” costretto ad assicurare personale all’ospedale “Frangipane” di Ariano Irpino.

I sindacati hanno dimostrato preoccupazione e agitazione per l’organizzazione della sanità in provincia, vista anche la difficoltà in cui versano i presidi sanitari del territorio. I Sindaci, ribadendo che il rapporto con le organizzazioni sindacali resta fondamentale e che gli obiettivi sono comuni su problematiche nodali come la sanità, hanno concordato che chiederanno presto alla Regione un incontro per esporre le loro preoccupazioni.

“Noi rassegneremo al governatore una sostanziale insoddisfazione per le risposte ricevute dall’ing. Florio – dichiarano i sindaci – e riteniamo quella della sanità una questione ancora aperta sul territorio. Per questo sottoporremo la questione al Presidente della Regione Stefano Caldoro e chiederemo un confronto diretto con i rappresentanti regionali”.

Il comitato dei sindaci invierà alla Regione un documento in cui chiarirà lo stato dell’arte della sanità sul territorio provinciale, sulla scorta delle evidenze e degli incontri avuti con le organizzazioni sindacali. “Riteniamo che lo stato dell’arte non sia soddisfacente – concludono i sindaci – ed esprimiamo profonda insoddisfazione per l’organizzazione della sanità in provincia e per il modo in cui la direzione generale si rapporta col comitato per qualunque sollecitazione. Il direttore generale infatti non ci ha fornito quegli elementi sufficienti per elaborare gli indirizzi della programmazione di competenza del Comitato di rappresentanza (ai sensi dell’art. 20 della legge regionale n. 32 del 3 novembre 1994) che allo stato dei fatti resta irrealizzata”.

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