Arresto Cava, G8 e Gugliotta: Manganelli ritorna nella sua Avellino

0
179

Avellino – “Il ritorno a casa, il rivedere quanto di positivo è stato fatto da quando, da aspirante capo della Polizia, cominciai questo lungo percorso che oggi mi ha portato ad essere ciò che sono, rappresenta per me sempre qualcosa di emozionante”. Il Capo della Polizia Antonio Manganelli ha fatto visita nella sua città natale per una serie di incontri che lo hanno visto protagonista dapprima in mattinata con gli alunni del Liceo Colletta di via Tuoro Cappuccini, e poi al cerimoniale ufficiale presso la Questura di via Palatucci, dove il prefetto e funzionario dello Stato ha riabbracciato i colleghi e rivisto i luoghi della sua formazione professionale.

“Sento il piacere di incontrare il personale di Polizia che è stato in servizio e che oggi non lo è, poiché riescono con la loro presenza a trasmettere i valori e la passione di un tempo ma anche perché sono testimoni di esperienze di cose vissute. Era ed è una bella Polizia – ha ricordato Manganelli agli agenti di Avellino – Oggi la Polizia è una delle poche aziende produttive in Italia, apprezzata anche all’estero, con un livello di gradimento che è secondo soltanto a quello di Giorgio Napolitano”.

LEGALITA’ E GIOVANI – Il tour di Manganelli è cominciato questa mattina con il confronto con gli studenti avellinesi. Un dibattito che ha avuto come argomento centrale la legalità. Inevitabili il richiamo all’ultima operazione della Squadra Mobile di Avellino che ha portato all’arresto di Salvatore Cava, uno dei 100 latitanti più pericolosi d’Italia: “E’ un successo tutto della Questura di Avellino – ha riferito – Abbiamo raggiunto risultati straordinari per quel che riguarda la lotta alla criminalità organizzata”. Ricordando poi la missione di vita di Falcone e Borsellino, Manganelli ha ripetuto ai giovani studenti: “Legalità, rispetto del prossimo e massima fiducia nelle Istituzioni, questo deve essere il vostro faro, questa la vostra guida”.

CASO DIAZ E GUGLIOTTA – Il Capo della Polizia è tornato a parlare del caso Gugliotta e dei fatti del G8 di Genova: “Non c’è più polizia democratica che in Italia – ha ricordato – Gestiamo a memoria eventi da milioni di partecipanti, come il G8, cortei, il Giubileo, l’arrivo di Capi di Stato esteri in Italia. Nel 2009 sono state circa 10mila le manifestazioni gestite dalle forze dell’ordine, tutto è stato fatto con grande dialogo e garbo, cercando di evitare sempre l’uso della forza. Possono esserci eccessi, ma sono fisiologici. Quando ci sono questi fatti, c’è amarezza, forte rammarico. Ritengo riprovevole, ma fisiologico, ogni atto che fuoriesce dall’ordinario svolgimento dell’attività”. E per sottolineare ancora meglio il suo pensiero le definisce “… brutte vicende, smagliature, di cui ci assumiamo la responsabilità e che andremo a sanzionare”.

Il capo della Polizia Manganelli ha fatto un importante distinguo a proposito della vicenda giudiziaria ai fatti del G8 di Genova del 2001. “Quella vicenda è certamente servita per avviare una serie di riflessioni – ha aggiunto Manganelli – ma il bombardamento mediatico, anche di questi giorni, presenta una immagine che contrasta profondamente con la verità storica. Si dimenticano, infatti, le devastazioni inferte alla città in quei giorni, la presenza a Genova – ha continuato il capo della Polizia – di 3mila guerriglieri provenienti da Paesi esteri e dentro questo contesto si isola l’abuso del singolo poliziotto da tutto il resto. Gli abusi, sia chiaro – ha infine concluso Manganelli – non vanno comunque giustificati e vanno invece perseguiti e puniti”.

Il viaggio di Manganelli ad Avellino ha fatto poi tappa al palazzo della Questura di via Palatucci dove, con Antonio De Iesu, ha deposto una corona di alloro sotto la lapide che commemora i caduti del Corpo.
“La visita Manganelli ci gratifica – ha riferito il Questore di Avellino De Iesu – la sua presenza è un segnale positivo che ci permette di essere più consapevoli del nostro difficile ruolo. La Questura di Avellino, pur tra le difficoltà, ha dato dimostrazione di vivacità e trasparenza grazie al lavoro dei suoi agenti. Dal confronto con la gente percepisco un accrescimento di fiducia. L’obiettivo è mantenere questi standard e rendere il rapporto con le persone più vivo e passionale”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here