Ariano – Tripudio di applausi per l’orchestra moldava

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L’attesa non ha tradito gli amanti della musica. E il folto pubblico della cattedrale di Ariano Irpino ha ripagato con cinque minuti di applausi i musicisti che hanno calcato il palcoscenico. È questo in sintesi il successo che ha riscosso l’orchestra Filarmonica Nazionale “Serghei Lunchevici” di Chisinau della Repubblica Moldava, sotto la guida attenta e puntale di Susanna Pescetti, e del raffinato pianista Marco Schiavo e dell’energico violinista Gernot Winischhofer. Gli artisti hanno preso per mano il pubblico irpino e lo hanno portato nel vero mondo della musica, quello fatto di cultura, emozioni, e soprattutto suoni ben calibrati. Ricco il programma del concerto patrocinato dall’Assessorato al Turismo e Spettacolo della Provincia di Avellino, promosso su iniziativa del dottore Emerico Maria Mazza, il padre di ClassicaAriano, e la Società italiana della Musica da Camera. A rompere il silenzio le note dell’Ouverture da “L’Italiana in Algeri” di Gioacchino Rossini, musica che ha aperto la strada all’esecuzione del monumentale Concerto n° 5 op. 73 per pianoforte ed orchestra in Mi bemolle maggiore detto l’“Imperatore”. E l’eccezionalità dell’esecuzione si è sentita già dall’Allegro iniziale ed in particolar modo con quella cadenza eseguita con piglio virtuosistico a cui si sono associati tutti gli orchestrali. Speciale il tocco pianistico di Marco Schiavo, l’eccellente artista apprezzato dalla critica internazionale, nel secondo movimento, Adagio un poco mosso, in cui ha mostrato di possedere oltre al virtuosismo una cantabilità estrema è che uscita chiaramente dalle corde del suo Steinway. Bravissimo il direttore Pescetti che ha saputo far dialogare pianoforte e orchestra nel terzo movimento fino a condurre tutto l’organico alla coda della chiusura. Un tripudio di applausi. Stacco musicale del genio dell’opera italiana Giuseppe Verdi con l’Ouverture da “La forza del destino”. E poi violino d’eccezione ad Ariano con Gernot Winischhofer ed il suo Maggini “Ole Bull” del 1600 che ha interpretato il Concerto per violino ed orchestra op. 64 in Mi minore di Mendelssohn. Impeccabile e appassionata l’esecuzione di Winischhofer e dell’intera orchestra che ha fatto tappa ad Ariano dopo la magistrale manifestazione tenuta a piazza della Signoria a Firenze, e i tre movimenti del concerto. In chiusura la musica di J. Strauss Jr. con l’incantevole atmosfera di “Voci di Primavera”. Un successo per gli organizzatori. In particolar modo per Emerico Mazza, ex assessore alla cultura del Tricolle, che ha riacceso i cuori degli amanti della musica giunti da ogni parte d’Irpinia. Non poteva mancare il bis: a richiesta di Sua Eccellenza Mons. D’Alise la roboante “Radetzky March”. E il pubblico ha accompagnato l’orchestra.

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