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Secondo Cardellicchio e tutto il Consiglio dell’Ordine, rasenta l’inaccettabilità il fatto che le udienze istruttorie civili vengano rinviate di circa un anno, mentre le udienze di precisazione delle conclusioni o di discussione vengano rinviate anche ad un anno e mezzo. Rasenta poi l’incredulità che questa situazione investa il ruolo previdenziale, settore molto sensibile per gli interessi sociali in gioco.
“Allora – ha continuato Cardellicchio – non restano più dubbi sul fatto che l’amministrazione della Giustizia nel nostro circondario è in stato di crisi”.
Preoccupa inoltre il fatto che la crisi, che trova indubbiamente la sua genesi nella strutturale carenza di organico della magistratura giudicante, “… è aggravata dalla mancanza di un serio e proficuo dialogo sull’organizzazione tabellare con l’Ufficio di Presidenza, che di fatto rifiuta ogni confronto con la classe forense e con il Consiglio dell’Ordine”.
Una situazione che incide negativamente ed in maniera sensibile sugli interessi dell’utenza e, quel che è più grave, crea sfiducia nella pubblica opinione, con grave danno di immagine per la Giustizia.
Gli avvocati del foro di Ariano, quindi, hanno interesse a che lo stato di crisi non evolva in dissesto.
La classe forense, all’esito dell’assemblea, ha deciso di: ribadire e tenere fermo lo stato di agitazione, partito a dicembre dello scorso anno, a dimostrazione di un disagio crescente; proclamare, anche a tutela della dignità e del ruolo di soggetto di pari rango istituzionale che l’avvocatura indubbiamente riveste nell’ambito del settore Giustizia, una settimana di astensione collettiva dalle udienze civili e penali, nel rispetto delle eccezioni previste dal codice di autoregolamentazione, dal 16 settembre al 23 settembre 2009: autoconvocarsi per il giorno 23 settembre, ore 10,00, invitando a tale incontro il Presidente del Tribunale, i Magistrati tutti del Tribunale e degli Uffici del Giudice di Pace, nonché i rappresentanti delle cancellerie, per articolare un confronto ed una discussione sullo stato della Giustizia nel Circondario e, possibilmente, individuare itinerari condivisi per la soluzione dei problemi.