Ariano – Tribunale: confermato lo stato di agitazione

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Foro di Ariano Irpino: stato di agitazione confermato. L’assemblea degli avvocati nel registrare la situazione di crescente disagio dell’utenza rispetto alle linee programmatiche sottese alla concreta amministrazione della Giustizia, denuncia con forza l’inadeguatezza delle stesse a rendere la Giustizia più efficace, fruibile e vicina ai cittadini. “E’ evidente a tutti – ha spiegato il presidente dell’Ordine Giovanni Antonio Cardellicchio – che il settore civile è quello più sofferente, essendosi più che raddoppiati i tempi per la definizione di un processo, rispetto a quanto accadeva non più tardi di un anno fa”.
Secondo Cardellicchio e tutto il Consiglio dell’Ordine, rasenta l’inaccettabilità il fatto che le udienze istruttorie civili vengano rinviate di circa un anno, mentre le udienze di precisazione delle conclusioni o di discussione vengano rinviate anche ad un anno e mezzo. Rasenta poi l’incredulità che questa situazione investa il ruolo previdenziale, settore molto sensibile per gli interessi sociali in gioco.
“Allora – ha continuato Cardellicchio – non restano più dubbi sul fatto che l’amministrazione della Giustizia nel nostro circondario è in stato di crisi”.
Preoccupa inoltre il fatto che la crisi, che trova indubbiamente la sua genesi nella strutturale carenza di organico della magistratura giudicante, “… è aggravata dalla mancanza di un serio e proficuo dialogo sull’organizzazione tabellare con l’Ufficio di Presidenza, che di fatto rifiuta ogni confronto con la classe forense e con il Consiglio dell’Ordine”.
Una situazione che incide negativamente ed in maniera sensibile sugli interessi dell’utenza e, quel che è più grave, crea sfiducia nella pubblica opinione, con grave danno di immagine per la Giustizia.
Gli avvocati del foro di Ariano, quindi, hanno interesse a che lo stato di crisi non evolva in dissesto.
La classe forense, all’esito dell’assemblea, ha deciso di: ribadire e tenere fermo lo stato di agitazione, partito a dicembre dello scorso anno, a dimostrazione di un disagio crescente; proclamare, anche a tutela della dignità e del ruolo di soggetto di pari rango istituzionale che l’avvocatura indubbiamente riveste nell’ambito del settore Giustizia, una settimana di astensione collettiva dalle udienze civili e penali, nel rispetto delle eccezioni previste dal codice di autoregolamentazione, dal 16 settembre al 23 settembre 2009: autoconvocarsi per il giorno 23 settembre, ore 10,00, invitando a tale incontro il Presidente del Tribunale, i Magistrati tutti del Tribunale e degli Uffici del Giudice di Pace, nonché i rappresentanti delle cancellerie, per articolare un confronto ed una discussione sullo stato della Giustizia nel Circondario e, possibilmente, individuare itinerari condivisi per la soluzione dei problemi.

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