Nel novembre del 2007 era stato arrestato e sottoposto al regime degli arresti domiciliari per le percosse e gli insulti rivolti alla sua ex fidanzata. Ciò nonostante, ha continuato a tenere, avvalendosi anche della collaborazione di un suo amico, la condotta volta a molestare e a limitare la libertà di circolazione e di movimento dell’ex fidanzata e delle sue sorelle. Le tre donne hanno vissuto per mesi in uno stato permanente di ansia e paura tale da impedirgli la libera disponibilità della propria vita. Con condotte reiterate nel tempo, minacce e molestie i due avevano cagionato un grave e perdurante stato di ansia e di paura, facendo temere per la loro incolumità e costringendole ad alterare le proprie abitudini di vita.
R.D. 33enne e P.L. 52enne per questi motivi sono stati raggiunti dal divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalle tre sorelle di Ariano Irpino.
Al 33enne, ex fidanzato di una di loro, gli è stato anche vietato di avvicinarsi alla postazione di lavoro della ex fidanzata, lavorando i due nella stessa industria.
Con cadenza quasi quotidiana, sia di giorno che di notte, sostavano o passavano innanzi l’abitazione delle donne inseguendole e cercando in più occasioni di tagliare loro la strada o addirittura di investirle. Le hanno minacciate addirittura di morte, tanto che le tre prima di uscire di casa contattavano il 112 per comunicare dettagliatamente i loro spostamenti.
I Carabinieri della stazione di Ariano Irpino sono riusciti ad acquisire numerosi elementi di colpevolezza nei confronti dei due uomini durante le indagini svolte con il coordinamento di Marina Campidoglio della Procura di Ariano Irpino diretta da Luciano D’Emmanuele.
I Carabinieri sono riusciti anche a dimostrare che uno dei due stalker, qualora lasciato libero, avrebbe potuto commettere altri delitti della stessa specie, come tra l’altro già fatto nel passato. Per tali ragioni il G.I.P. presso il Tribunale di Ariano Irpino, Gelsomina Palmieri, ha disposto la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati abitualmente dalle persone offese e in particolare al luogo di lavoro, inteso come postazione lavoro, in considerazione del fatto che il 33enne è occupato presso lo stabilimento dove lavora la ex fidanzata e una delle due sorelle.
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