Ariano Irpino – Promuovere l’associazione tra Enti montani e piccoli Comuni per dare più voce al territorio e per poter condizionare in modo efficace le politiche regionali per lo sviluppo economico e sociale delle zone interne. L’ex assessore regionale all’agricoltura, Vincenzo Aita, da quasi un anno parlamentare europeo e membro della commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, la scorsa settimana è stato ospite presso la sede della Comunità Montana dell’Ufita per incontrare i sindaci dell’area e per acquisire la loro opinione nei confronti della nascente associazione, guidata proprio da Aita. L’evento è stato organizzato dal presidente della Comunità Montana dell’Ufita, Giuseppe Antonio Solimine, il quale guarda con attenzione verso tutti gli strumenti che possono rilevarsi utili per rafforzare la sinergia istituzionale a livello locale. Solimine, infatti, ha affermato che gli sforzi compiuti finora dall’Ente montano, pur avendo raggiunto risultati apprezzabili, non sono riusciti a realizzare il pieno, concreto e totale coinvolgimento delle zone interne della Campania perché è venuta a mancare la spinta finale e decisiva. Insomma, sono state create le basi, che sono ben solide, ma manca il resto della struttura. Ed allora, la stabilizzazione degli operai forestali, seguita con attenzione dall’assessore Aita, che ha riguardato circa 200 persone in Ufita e 4000 lavoratori su base regionale, lo sviluppo delle filiere enogastronomiche, la creazione dei percorsi turistici e culturali e tanti altri interventi hanno migliorato la qualità della vita, ma non hanno risolto il problema, perché manca l’organizzazione sul territorio. C’è stato l’adeguamento delle tecnologie, ma manca il personale professionalmente competente per far funzionare il nuovo sistema; c’è stato lo sforzo per la valorizzazione storica e sociale delle emergenze locali, ma la viabilità è rimasta invariata con gravi danni per il turismo e per lo sviluppo; sono stati costruiti alcuni insediamenti produttivi, ma non sono state realizzare le infrastrutture.
Solimine ha ricordato che la Comunità Montana dell’Ufita ha ottenuto il finanziamento di cinque milioni di euro per la costituzione dell’Ente fiera, che rappresenta una grande opportunità di sviluppo, ma solo nella misura in cui gli operatori saranno messi nelle condizioni di investire. I sindaci presenti all’incontro hanno trasferito ad Aita le preoccupazioni derivanti dal progressivo ed inesorabile processo di impoverimento dei territori, legato anche allo spopolamento: Nicola Serafino, assessore del Comune di Montecalvo Irpino, per esempio, ha detto che l’anagrafe del suo comune ha perduto circa 1500 persone e che adesso Montecalvo è al minimo storico registrato nel 1911. L’onorevole Aita ha assicurato che l’idea dell’associazione deve essere intesa proprio nella direzione del potenziamento delle aree interne. Ha riconosciuto una difficoltà nel rispetto dei rapporti tra queste e le zone costiere, dovuta anche alla prevalenza della logica dei numeri, che l’associazione intende fronteggiare. Praticamente, se una esigenza rimane circoscritta al singolo comune rischia di non essere ascoltata, ma nel momento in cui essa fa parte di una proposta avanzata dall’associazione, che rappresenta tutte le Comunità Montane e tutti i Comuni con popolazione fino a 5000 abitanti, le probabilità di essere assecondata aumentano inevitabilmente. Aita ha fatto distribuire la bozza dello statuto agli amministratori affinché valutino il testo e propongano le correzioni opportune ed ha annunziato per marzo l’elezione degli organismi direttivi e la presentazione pubblica della nuova struttura.
La Preside Gigli in visita al Museo della ceramica
La professoressa Stefania Gigli, preside della facoltà di lettere e filosofia presso la Seconda Università degli studi di Napoli, ha fatto tappa ad Ariano Irpino per visitare il museo della ceramica. L’incontro è stato organizzato dal presidente Solimine, che continua a spingere sulla valorizzazione della ceramica. “La presenza ad Ariano Irpino della professoressa Gigli – commenta – testimonia il nostro rinnovato impegno nei confronti di una città che vanta una tradizione storica, artistica e culturale di assoluto rilievo. La maiolica deve essere valorizzata per quello che rappresenta e per l’indotto che si potrebbe sviluppare intorno; noi, come Comunità Montana – conclude Solimine – continueremo a lavorare verso quella direzione, guardando, naturalmente, anche verso gli altri territori, che pure vantano analoghe tradizioni”. L’universitaria è stata dapprima a colloquio con il presidente, presso la sede dell’Ente montano, e successivamente ha raggiunto il museo. Ad attenderla il direttore, Ottaviano D’Antuono, che ha presentato le caratteristiche della maiolica arianese e l’evoluzione che essa ha avuto nei secoli. La professoressa ha espresso ammirazione per la bellezza degli oggetti esposti ed ha confermato la volontà di procedere alla valorizzazione di un patrimonio che non appartiene solo ad Ariano Irpino o all’Ufita. L’evento rientra tra gli atti preliminari all’inizio del corso biennale di formazione permanente in conservazione, valorizzazione e design di prodotti ceramici, attivato presso il Polo didattico universitario di Grottaminarda. Le lezioni inizieranno il prossimo mese di marzo.
