Ariano Irpino – La città sulle barricate per difendere Difesa Grande

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Ariano Irpino – Questa volta non si passa, che nessuno provi a forzare ancora una volta su Difesa Grande, che ha sopportato per dieci anni il peso dell’emergenza rifiuti. Ad Ariano Irpino gli ambientalisti sono già in movimento; hanno tenuto l’incontro con il sindaco Domenico Gambacorta e si dicono pronti a scendere nuovamente in strada per evitare lo scempio, sempre più probabile a ridosso della chiusura della discarica di Villaricca. Domani mattina dovrebbe essere tenuta la conferenza dei capigruppo consiliari per decidere la fissazione della data relativa al consiglio comunale straordinario, nel corso del quale la città ribadirà con forza il “no” alla riapertura della discarica sollevando la questione di legittimità costituzionale del decreto legge nella parte in cui prevede che possano essere aperte “di imperio” anche le discariche sottoposte a sequestro. L’opinione pubblica è incredula, perché aveva ottenuto rassicurazioni da rappresentanti significativi delle istituzioni e adesso non riesce ad immaginare che possa essere cancellato un impegno ben preciso assunto nei confronti della popolazione. Sulla strada statale 90, proprio all’ingresso della città, qualche mese fa fu posizionato uno striscione “Ariano e Savignano, non ci provate” per segnalare che l’attenzione non è scemata, ma nei prossimi giorni saranno assunte iniziative più incisive per tentare di allontanare il pericolo. Anche se, a partire dal 26 maggio la Campania si ritroverà senza alcun sito dove andare a sversare i rifiuti e non potrà certamente attendere i tempi tecnici per realizzare le discariche previste dal decreto legge. Insomma, la riapertura di Difesa Grande sembra l’ultima spiaggia per togliere i rifiuti dalla strada, ma non sembra assolutamente una valida giustificazione, tenuto presente che per anni l’impianto è rimasto aperto proprio sul presupposto che era l’unico in attività in tutta la regione. Mentre ad Ariano la popolazione tollerava civilmente la discarica, che ha ricevuto montagne di rifiuti, nessuno si è posto il problema che quell’impianto, prima o poi, sarebbe stato chiuso, con le ovvie conseguenze, e adesso la popolazione non ammette che quella giustificazione venga nuovamente utilizzata per forzare ancora una volta. E la protesta potrenne sbarcare ad Avellino, in occasione della visita del presidente Giorgio Napolitano.

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