Ariano – Gambacorta non va in Provincia: scoppia il “caso” politico

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Ariano Irpino – “Il sindaco Domenico Gambacorta avrebbe voluto partecipare all’incontro in Provincia con Alberta De Simone, Guido Bertolaso e Antonio Bassolino, insieme con i rappresentanti di tutte le forze politiche, ma l’opposizione di centrosinistra si è sottratta e il sindaco ha desistito”. Scoppia un altro “caso” politico ad Ariano Irpino e proprio in un momento molto delicato per la vita politica ed amministrativa. Ad intervenire è Generoso Cusano, assessore comunale di Forza Italia e consigliere provinciale, che sottolinea l’atteggiamento irresponsabile tenuto dal centrosinistra. Anche il gruppo dei Popolari per Ariano, con in testa Vincenzo Caso stigmatizza il rifiuto espresso dall’opposizione a partecipare all’incontro in Provincia. La casa delle libertà aveva chiesto a Gambacorta di recarsi ad Avellino in rappresentanza della popolazione, ma non della politica, perchè – come precisa Cusano – non rappresenta tutti i partiti essendo stato votato da una parte della città e questo avrebbe potuto favorire le illazioni e le polemiche del giorno dopo. Coinvolgendo tutti, nessuno avrebbe potuto utilizzare la strumentalizzazione per fare propaganda politica. Cusano prende anche le distanze da chi (alcuni ambientalisti) hanno diffuso un documento contro la curia vescovile per la posizione assunta in ordine alla vicenda dei rifiuti. “Il vescovo continui a svolgere il suo ruolo come sta facendo in modo egregio – afferma l’esponente di Forza Italia – e condanno la confusione che si sta generando in queste ultime ore. La chiesa non fa politica e non deve essere coinvolta in questioni che non la riguardano direttamente. Ritengo – continua Cusano – che sia per noi vergognoso l’essere costretti a chiamare a raccolta la popolazione per difendere una posizione legittima, che la politica avrebbe dovuto tutelare in modo autonomo. Mi sento mortificato, perché la politica non può chiedere il voto agli elettori in ragione del diritto di rappresentanza e subito dopo invocare il loro aiuto per difendere gli stessi diritti per i quali erano stati contattati. Il problema doveva essere affrontato dalla politica, ma così non è e adesso il rischio è che l’ordine pubblico venga seriamente compromesso”.

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