Ariano – Dopo gli arresti, lunedì l’inizio degli interrogatori

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Ariano Irpino – “Il giorno dopo”, la città del Tricolle stenta ancora a digerire la giornata durissima che l’ha vista proiettare in negativo su tutti i network nazionali e sulla cronaca di tutti i giornali.Monsignor D’Alise commenta lo shock che ha investito il Tricolle. Una comunità sconvolta e preoccupata, incredula di fronte ad una realtà ancora difficile da ‘digerire’. Molti ancora fanno fatica ad accettare una situazione che non può, per etica e morale, non incidere sulle coscienze di una collettività sconvolta. Forse qualcuno sapeva ed ha preferito tacere. Qualcun altro non poteva invece minimamente immaginare l’efferatezza dei fatti. Che la diffusione di sostanze stupefacenti fosse un problema diffuso ad Ariano Irpino lo dimostrano i continui provvedimenti adottati dall’amministrazione del Tricolle, ma spingere la coscienza fino alla violenza su minori è un dato molto più duro da comprendere. ‘I colpevoli devono pagare’: è il grido collettivo che si solleva da Ariano. “Queste realtà esistono – spiega Monsignor D’Alise – ma affrontarle in maniera così concreta sconvolge le coscienze. Il mio elogio va inevitabilmente alle Forze dell’Ordine, attive nel salvaguardare una città da crimini tanto violenti. Ma per preservare una collettività occorre vigilanza e partecipazione. Nessuna omertà. Nessuna copertura. Solo tanta chiarezza per difendere valori che in alcun modo vanno oscurati. Amo questo paese e invito tutti a non nascondere la testa sotto la sabbia”. Intanto le indagini proseguono. Lunedì saranno avviati i primi interrogatori nel penitenziario del Tricolle. Sono 12, infatti, le persone sotto custodia cautelare mentre altri quattro sono ai domiciliari. Un momento delicato che minaccia di avere ulteriori e poco piacevoli risvolti. Una situazione che coinvolgerà anche le vittime che dovranno necessariamente ripercorrere quei raccapriccianti momenti per far venire a galla tutta la verità. Una verità che, anche se terribile, deve essere svelata per rispondere ad un interrogativo comune: quale società vogliamo lasciare in eredità ai nostri figli?

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