Ariano – Discarica chiusa per legge. Consiglio annuncia resistenza

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Ariano Irpino – No alla riapertura della discarica di Difesa Grande, ma questa volta la città scenderà in piazza per difendere la legge contro chi intende violarla in modo antidemocratico. Il consiglio comunale, che si è riunito questa sera in seduta straordinaria, esprime in modo unanime sdegno per la annunciata riapertura della discarica e anticipa che saranno utilizzati tutti gli strumenti civili e democratici per contrastare il ritorno di un incubo: le migliaia di autocompattatori in coda verso Difesa Grande. La maggioranza difende il sindaco Domenico Gambacorta, ma ampi settori della minoranza non lo contesta a dimostrazione che ad Ariano Irpino la questione dei rifiuti è bipartisan. Domani sera altra riunione del consiglio, ma questa volta in versione aperta alle associazioni ed a tutte quelle associazioni che intendessero dare un contributo di solidarietà alla causa arianese. Deve essere subito annotato che il dibattito non è stato particolarmente acceso, anzi a tratti è sembrato aderire alla esigenza di routine, tanto vero che alcuni abitanti della contrada si sono allontanati delusi, lasciando intendere che non sono intenzionati ad alzare le barricate, mentre le associazioni potrebbero intervenire ma alla sola condizione delle dimissioni in massa del sindaco Domenico Gambacorta e del civico consesso. Solo un atto forte potrebbe creare nuovamente le condizioni ambientali per dare vita alla protesta popolare del 2004, che portò alla chiusura della discarica. E le dimissioni sono state invocate dai gruppi del Partito Socialista, con il consigliere Marco Riccio, e dei Verdi, tramite il rappresentante Carmine Peluso, ma la richiesta non è stata accolta. Maggioranza ed opposizione sono sullo stesso piano nel condannare l’iniziativa assunta da Gianni De Gennaro: Franco Lo Conte ha espresso rammarico per l’occasione che il territorio sta perdendo in fatto di sviluppo economico e sociale, perché l’eterna emergenza rifiuti sta assorbendo molte delle energie messe in campo negli ultimi anni, osservando che il supercommissario andrebbe denunciato per il sopruso che vorrebbe fare ad Ariano. Ha riferito dello sforzo che l’area stava compiendo per uscire dall’isolamento e del pesante freno che la discarica comporterà. Luciano Leone, del Partito democratico, ha ricordato le iniziative attivate anche con la Comunità Montana dell’Ufita, che pure rischiano di essere almeno parzialmente vanificate dalla doppia discarica. Il consigliere Pasqualino Santoro ha lanciato l’idea di indizione del referendum per verificare se la popolazione accetterebbe il termovalorizzatore nell’area industriale di Camporeale, mentre il capogruppo dei Popolari per Ariano, Nicola Castagnozzi, ha posto l’accento sui motivi tecnici che inducono l’amministrazione ad essere contro la discarica. Il rappresentante del Pd, ma di area Ds, cioè Antonio Ninfadoro ha annunciato che scenderà in strada per difendere la legge contro chi vorrebbe calpestarla, aggiungendo che la legge n. 87/2007 è stata una conquista moto sofferta per la comunità arianese e che, quindi, non rinuncerà alle proprie prerogative. Ha fatto appello al Capo dello Stato affinché intervenga per la tutela dei diritti legittimi dei cittadini. Il pubblico, abbastanza numeroso, ha ascoltato con attenzione le relazioni, in qualche caso ha interrotto, ma complessivamente la seduta si è svolta nella massima e reciproca correttezza. Ben presenti le forze dell’ordine con il vice questore Gaetano Frongillo e il capitano dei carabinieri, Pasquale D’Antonio. Ma agli occhi più attenti non è sfuggita la presenza, molto discreta, della Digos di Avellino, che, evidentemente, teme per l’ordine pubblico. Intanto l’incubo potrebbe ritornare già lunedì prossimo, cioè qualche giorno prima dei tempi annunciati da De Gennaro in conferenza stampa. (di Italia Manzione)

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