Ariano Irpino – Tornano alla ribalta le vicende di Difesa Grande che tanto scalpore hanno fatto tra la cittadinanza irpina e non solo negli anni addietro, con profonde ripercussioni anche sulla politica e sulle istituzioni. Ma questa volta l’argomento stimola la letteratura. E’ il docente di lingua inglese e scrittore di novelle, racconti, drammi e commedie teatrali, Nicola Cuordoro, a riprendere il tema nel lavoro “La collina della vergogna”. L’opera è ipoteticamente proiettata in un prossimo futuro, il 2030, nel quale sono cupe le ombre su Ariano Irpino e i territori limitrofi (con Pustarza e forse, ma si spera di no, Pero Spaccone) e narra la storia di Giovanni che torna nella sua… verde Irpinia dopo 15 anni di lontananza e ritrova solo un immenso ricettacolo di immondizia immerso in uno scenario apocalittico. La storia è chiaramente frutto di fantasia, ma si basa su dati reali. Un vero e proprio monito, insomma, per le future generazioni perché non ci sia una nuova Difesa Grande, ma anche un inno alla vita e alla vitalità. Tra le righe è infatti possibile trovare anche dei segnali positivi: la strada per risorgere eliminando per sempre ‘la collina della vergogna’.
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