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Un nome che parla da sé e che rende esplicito il bersaglio che si intende centrare, questa volta con il Circolo della Margherita: la sostenibilità. “Crediamo molto nel nostro territorio che non può trarre dallo sviluppo negatività”. Un linguaggio soft attento a non aggredire ‘l’avversario’ di oggi. “La mia una scelta ragionata dopo aver constatato la impossibilità di un coordinamento per far politica, di una programmazione. Non dovevo far carriera politica, ma lavorare per il mio territorio. Non ho trovato questa apertura e dunque le strade si sono separate”.
Sul chi va là per non sollevare polveroni più di quanti se ne siano sollevati. “Dal punto di vista personale non c’è nulla contro Giuditta. Le mie rivendicazioni erano politiche. Ho già avuto modo di parlare con lui in modo civile. E non vorrei innescare polemiche. Credo che da questa vicenda lui possa trarre un suggerimento importante: lavorare per radicare il partito”.
Bongo appare diplomatico anche se non riesce a fare a meno di calcare la mano su un modo di fare politica che non è il suo. Una cosa la confessa senza peli sulla lingua.
“Invece di ragionare di posizioni, è necessario sedersi ad un tavolo per discutere di problemi come il tratto ferroviario, la Contursi – Grottaminarda…”. Nessun rancore: ‘amici’ come prima. Ma…questa è la politica di Bongo. (di Teresa Lombardo)