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Qual è il male oscuro di questa squadra al ‘Partenio’. Una metamorfosi assurda che praticamente ad oggi ha sempre vanificato quanto di buono fatto sul terreno avverso. Come si esce da questa situazione?
“Con l’equilibrio, bisogna essere tranquilli e sereni quando le cose vanno bene senza fare voli pindarici e non abbattersi quando si perde. Ci vuole armonia mentale. Solo in questo modo possiamo uscire da questa posizione in classifica. Io conosco questo torneo, ho vinto due campionati, di cui uno in rimonta a Manfredonia. Se pensiamo alla partita di domenica, in sei minuti sono stati buttati all’aria tre punti. Io non parlerei di brutta prestazione, perché nonostante fossimo in dieci non ci siamo comportati male. Lo stop è arrivato sull’unico errore del giorno”.
Come va affrontata la Vigor, quali sono i pericoli di questa partita: “Loro hanno dei buoni calciatori come Mangiapane che è bravo su punizione. Penso che un occhio di riguardo dovrà esserci sia per lui che per Cosa”.
Pronto a tornare quindi in porta?
“Io ci sono, poi è ovvio che la decisione finale spetta al mister”.
Venite da una settimana ‘carica’, si sono fatti sentire sia società che tifosi. Come avete vissuto questi giorni?
“La gente ha voluto spronarci, questa è una piazza che ha subito lo smacco della D dopo aver per anni calcato palcoscenici importanti. Lo sfogo dei nostri tifosi è stato più che comprensibile. Dopo l’estate che hanno vissuto è normale che si aspettino qualcosa di diverso. Hanno tutte le ragioni di questo mondo a chiederci maggiore impegno. Per quanto riguarda la dirigenza, loro hanno investito senza farci mancare nulla, non ci hanno mai abbandonato. È ora di ripagarli, perché la stagione non è segnata”. (di Sabino Giannattasio)