«Vogliamo fare della “Consulta Argento 2.0” un modello innovativo di welfare territoriale, spingendola in un ambito più operativo». È questa la proposta del candidato sindaco del campo largo, Nello Pizza, che rilancia e amplia quanto deliberato dal Comune di Avellino lo scorso 26 gennaio con l’istituzione della “Consulta Argento”. L’aspirante primo cittadino del centrosinistra sottolinea una specifica azione in merito alla Terza Età all’interno del programma elettorale, nel suo fondamentale capitolo relativo al Sociale. Si punta a recuperare da una parte saggezza, esperienza e saperi e dall’altra a implementare un’assistenza più calibrata.
«La Consulta – afferma Pizza – può diventare l’antenna territoriale della fragilità, il supporto nella prevenzione di accessi impropri al Pronto Soccorso, oltre a un canale per caregiver e famiglie. Trasformandosi da organismo consultivo ad osservatorio e presidio. Si parte da un provvedimento strutturato da una delibera commissariale che ha già un regolamento attuativo. Su questa scia, andremo ad operare con uno strumento stabile nell’ambito dei servizi sociali», come suggerito anche dalla dirigente ad interim Clara Curto.
La missione del candidato del campo largo è rendere questa struttura pienamente operativa, per farne un hub civico permanente per l’invecchiamento attivo e la tutela delle persone vulnerabili. Nel modello proposto, la Consulta diventa un autentico riferimento territoriale delle fragilità, con uno sportello fisso, sul modello del “Telefono Argento”, per raccogliere segnalazioni di solitudine, disagio e abbandono, e attivando risposte rapide a stretto contatto con i servizi sociali.
Un’infrastruttura sociale permanente del Comune, capace di prevenire con sistematicità isolamento e marginalità. Accanto a questa funzione, si vuole anche rafforzare il ruolo di presidio contro truffe e raggiri agli anziani, attraverso protocolli operativi con le forze dell’ordine e campagne informative capillari nei quartieri, supportate da sistemi di allerta tempestiva.
La proposta insiste anche sulla promozione dell’invecchiamento attivo, con programmi comunali che coinvolgano gli anziani in attività sociali, culturali e di volontariato civico, valorizzandone competenze ed esperienza, in linea con le recenti iniziative legislative sull’istituzione del “servizio civile per pensionati attivi”. Dunque, riflettori sugli anziani come risorsa per la comunità anche per un naturale scambio intergenerazionale.
Altro pilastro della proposta è la costruzione di una rete civica integrata con il Terzo Settore, utilizzando strumenti di co-programmazione e co-progettazione per mettere in sinergia associazioni, cooperative e realtà locali, creando una rete solidale di prossimità. Sotto questo aspetto la Consulta potrebbe operare come piattaforma di coordinamento stabile sul territorio nonché a mezzo della costruzione di una rete solidale di prossimità relativa a quartieri, parrocchie, comitati, associazioni e condomini.
«La Consulta assumerebbe una funzione strategica di cabina di regia tra sociale e sanitario conclude Pizza – in collegamento con i servizi territoriali per intercettare precocemente situazioni di fragilità, dalle condizioni di non autosufficienza alle dimissioni ospedaliere complesse».

