Antonia Ruggiero e il calcio: “Ricordo la dura legge del Partenio”

11 Ottobre 2013

Da Il Biancoverde numero 7

Antonia Ruggiero, consigliere regionale ci racconta il suo legame con lo sport e il mondo del calcio in particolare. Una relazione che affonda le sue radici nell’infanzia, quando il padre Ciro Ruggiero, era ai vertici del club biancoverde e Antonia, allora bambina, amava lasciarsi coinvolgere dall’entusiasmo che si respirava la domenica quando le grandi squadre calcistiche sfidavano i lupi al Partenio-Lombardi. Anche oggi il calcio resta una presenza costante nella vita dell’onorevole, che tra un consiglio regionale e un’altro si diletta a disputare una partita con gli amici.
La famiglia Ruggiero è sempre stata impegnata nel mondo dello sport, quale è il rapporto di Antonia?
Sì, è vero. La nostra è una famiglia che ha sempre vissuto con passione le vicende dell’Avellino calcio. Mio padre, in particolare, ha vissuto in prima persona gli anni d’oro della squadra fino alla sua promozione nella massima divisione. Una passione che ha trasmesso a tutta la famiglia, coinvolgendoci in quella che io – allora bambina – vivevo come un’avventura del tutto speciale.
Quale ricordo ti è rimasto impresso quando andavi allo stadio?
Ricordo l’entusiasmo dei tifosi; la squadra era l’orgoglio di una provincia che era riuscita ad affermarsi nel panorama del calcio nazionale. La partita in casa era una vera e propria festa animata dalle tifoserie organizzate e da chiunque si trovasse nello stadio. La squadra era patrimonio di tutti e tutti si riconoscevano in essa. Ricordo la concitazione quando arrivavano squadre blasonate come la Juventus, l’Inter e il Milan, tutte costrette a subire la “dura legge del Partenio”. E poi mi viene in mente il derby con il Napoli, ricordo nitidamente la presenza di Maradona ad Avellino.
Tra i personaggi famosi che hai avuto modo di conoscere, con chi ti senti spesso?
Quando l’Avellino giocava in serie A ero bambina. So che mio padre, allora vicepresidente della società, ha ancora contatti con molti dei giocatori che fecero grande la squadra.
Raccontano che Antonia in passato abbia avuto una passione per il calcio, è vero che hai praticato questo sport?
Sì, è vero. Quando posso faccio una partitella.
L’Avellino sta disputando la serie B, ma c e ancora divisione tra tifosi dell’Us e quelli dell’As. Come si può ricucire lo strappo?
E’ evidente che si tratta di una divisione che non fa bene alla squadra. Se vogliamo che l’Avellino arrivi in alto è necessario che si arrivi ad una ricomposizione della disputa attualmente in atto. Penso che con un po’ di buonsenso da ambo le parti si possa arrivare in tempi rapidi ad una ricomposizione.
Politica e sport in passato andavano pari passo. Da politica della nuova era, crede che ciò sia ancora percorribile. Mi riferisco logicamente anche alle sponsorizzazioni degli enti.
I tempi sono cambiati. E’ evidente che le risorse a disposizione degli enti sono diminuite in maniera drastica e una politica di sponsorizzazione delle società sportive non è più praticabile come in passato. D’altronde la normativa vigente pone delle restrizioni alle quali chi amministra un ente deve attenersi.
Ritiene che l’attuale dirigenza abbia le carte in regola per garantire un futuro roseo a questa società?
Il dottor Taccone ha dimostrato di avere le capacità e le qualità necessarie per gestire al meglio una società che, nel recente passato, ha avuto molti problemi. D’altronde i risultati fin qui ottenuti lo dimostrano ampiamente: siamo in serie B e i primi esiti sono più che positivi.
di Rosa Iandiorio


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