Antonello Angiolillo si racconta prima del debutto al Gesualdo

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In Irpinia c’era stato quindici anni fa, ma per lui quello di Avellino è come un vero e proprio debutto. Antonello Angiolillo, tra i protagonisti del musical “Poveri ma belli” diretto da Massimo Ranieri è pronto a calcare il grande palco del Teatro Carlo Gesualdo, ma prima ci anticipa qualche ‘chicca’ della commedia musicale in scena venerdì. Ma facciamo un passo indietro. “Poveri ma belli” è stato un film di grande successo degli anni ‘50, diretto da Dino Risi, interpretato da un gruppo di attori allora di moda e prodotto dalla Titanus di Goffredo Lombardo. Il cast vede, nel ruolo della protagonista femminile Giovanna, Bianca Guaccero: un’attrice che il pubblico ha applaudito in teatro ne ”Il gattopardo” con Luca Barbareschi, in televisione e al cinema. Antonello Angiolillo nei panni di Salvatore e Michele Carfora in quelli di Romolo sono due interpreti che il pubblico teatrale conosce bene per le loro partecipazioni a musical di successo in scena in queste ultime stagioni. Troviamo poi Emy Bergamo (Marisa), Francesca Colapietro (Annamaria), Fabrizio Paganini (Ugo), Maurizio Semeraro (Leonetto), Roberto Bani (il regista), Titta Graziano (Silvana). Con loro un gruppo di eccellenti solisti e soliste. La regia è firmata dal grande Massimo Ranieri e lo spettacolo da Massimiliano Bruno ed Edoardo Falcone per il testo, Gianni Togni per le musiche e i testi delle canzoni, Franco Miseria per le coreografie, Marco Calzavara per le scene, Giovanni Ciacci per i costumi e Maurizio Fabretti per le luci. La trama la conosciamo tutti, ma a presentarla è proprio il personaggio di Salvatore…

“Sono il bagnino, ruolo che fu di Maurizio Arena sul grande schermo. Ma ovviamente l’adattamento teatrale è diverso rispetto alla versione cinematografica. La trama vede i due protagonisti maschili, Salvatore e Romolo (interpretato da Michele Carfora) che lavorano su una chiatta sulle sponde del Tevere. Sono due bellimbusti che si divertono a corteggiare tutte le clienti. Fino a quando non si incontrano/scontrano con una turista straniera, Giovanna (Bianca Guaccero) assaltata da un gruppo di bulli e da lì scatta la competizione per conquistarla e la molla dello spettacolo”.

Dalla finzione alla realtà. Ti senti un playboy?
“Ni. Mi piace corteggiare, giocare con le diverse situazioni che si presentano. Quindi il personaggio di Salvatore mi è molto vicino dal punto di vista caratteriale”

Hai al tuo fianco la bellissima Bianca Guaccero. Com’è lavorare con lei?
“Ecco: bellissima. Sono rimasto sorpreso da Bianca. Oltre ad essere una ragazza umile è davvero molto brava. A volte si catapulta un volto televisivo su un palco teatrale solo per richiamare l’attenzione del pubblico. Con Bianca è stato diverso. È alla mano, accetta consigli e li richiede quando qualcosa non le torna. Sa cantare, balla con noi e devo proprio ammettere che se continua su questa strada sicuramente avrà il meritato e duraturo successo”.

Hai lavorato con registi dal calibro di Landi, Insegno, Dorelli e adesso Ranieri. Chi ti ha insegnato di più e che ricordi hai di loro…
“Sono professionisti completamente diversi l’uno dall’altro, ma ognuno di loro mi ha dato qualcosa. Landi è il re della commedia musicale. Sul palco muove le masse creando spazialità e coreografie di grande impatto. Non dimentichiamo che è stato un boy di Wanda Osiris e questo è il punto forza della sua professionalità. Con Insegno, essendo quasi coetanei, il rapporto è paritario. Mi ha insegnato i cosiddetti tempi comici e spero di poterci rilavorare presto. Con lui la comicità è una questione matematica, sul palco basta che alzi una mano ed il pubblico scoppia in una fragorosa risata. Invece con Ranieri è la mia prima esperienza. Lui è un pignolo, uno stacanovista ma nel senso buono del termine. Una scena la si prova anche mille volte se non è come dice lui e poi ha in considerazione il gruppo nella sua totalità perché nulla sia lasciato al caso. Con Dorelli il discorso è diverso. Ho lavorato al suo fianco nello spettacolo “Ma per fortuna c’è la musica” e devo dire che ho conosciuto una persona adorabile. È un attore che non chiede il palco tutto per sé, concede spazio a tutti ed è per questo che lo considero un padre putativo se ripenso alla mia carriera. È stata in questa occasione che ho conosciuto i miei compagni di lavoro Laura Ruocco, Fabrizio Paganini e Sabrina Marciano e con loro allestito una società che porta in scena “In bocca al lupo!” uno spettacolo divertentissimo sui fumetti”.

Domanda forse banale. Cosa scegli tra tv e teatro?
“Sono ambienti diversi. Il teatro ti dà occasione di approfondimento sul lavoro che stai compiendo e ti offre la possibilità di migliorarti o peggiorati giorno dopo giorno. In tv hai un riscontro di seconda mano, non hai immediatezza del successo che hai ottenuto se non valutando l’audience. E questo è un grande limite perché non possono essere le persone da casa ad improvvisarsi autori di un programma. Se proprio devo fare una scelta…beh allora punto sul teatro, anche se in tv ho dato il mio contributo nella trasmissione Rai di Paolo Limiti facendo un po’ di tutto e conquistando la notorietà”.

Cosa si aspetta Antonello Angiolillo dal futuro…
“Chi lo sa. Fino al prossimo marzo sarò impegnato nella tournèe “Poveri ma belli”, poi il futuro sarà un’incognita. L’immediato futuro, dopo Avellino, ci vede a Roma e lì sarà un bel banco di prova”.
(di Marianna Marrazzo)

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