ANPI Campania: “Nessuno spazio pubblico a riletture apologetiche del fascismo”

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Il Coordinamento regionale ANPI Campania interviene in merito al tentativo, avvenuto nei giorni scorsi, di presentare in diversi spazi pubblici della regione un libro firmato da un pronipote di Mussolini. Secondo l’associazione, l’iniziativa avrebbe avuto il “palese scopo” di proporre una rappresentazione apologetica di “un’altra storia” del fascismo.

Alcune delle presentazioni sono state annullate a seguito di spontanee e civili proteste, circostanza che ha generato polemiche su una presunta limitazione della libertà di parola. L’ANPI sottolinea però che il tentativo di revisionare e riabilitare il fascismo risulta offensivo, in particolare in una regione che ha vissuto direttamente la tragedia della guerra al fianco dei nazisti.

Il comunicato richiama i fatti del settembre 1943, quando molti centri campani furono colpiti da stragi e distruzioni durante la ritirata tedesca, in quella fase definita di “terra bruciata” e “guerra ai civili”. In quegli stessi mesi si svilupparono numerosi episodi di Resistenza civile e armata, culminati a Napoli nelle “Quattro Giornate”.

L’ANPI ribadisce che il fascismo ha “una sola storia”, segnata da squadrismo, violenze e repressione. Vengono ricordati i dati del Tribunale Speciale, attivo dal 1927 al 1943, che condannò oltre 5.600 persone, e le migliaia di oppositori inviati al confino, tra 12.000 e 18.000 secondo diversi studi, molti dei quali destinati anche in paesi dell’entroterra campano.

Il comunicato richiama inoltre la guerra di aggressione condotta dal regime, le leggi razziali, la collaborazione con i nazisti nelle deportazioni razziali e politiche e la sorte degli Internati Militari Italiani nei campi di concentramento.

Il riscatto del Paese, conclude l’ANPI Campania, avvenne grazie agli oppositori sopravvissuti alle persecuzioni e ai militari che dopo l’8 settembre scelsero la lotta contro l’occupazione tedesca, fino alla nascita della Repubblica e della Costituzione antifascista. Per questo motivo il Coordinamento regionale dichiara che una rilettura apologetica del fascismo non deve trovare spazio né ospitalità in luoghi pubblici o istituzionali, ribadendo che “il fascismo non è un’opinione ma un reato, ora e sempre”.