Andretta – Seconda giornata del Pd tra realtà e percezione

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Andretta – Appassionante il secondo giorno di riflessioni sul Formicoso, che ha visto come protagonisti giornalisti ed intellettuali, che si sono confrontati sul rapporto tra percezione e realtà. Ad introdurre i lavori, Toni Ricciardi che ha evidenziato la necessità della testimonianza sul territorio e l’impegno del PD, richiamando l’attenzione sulla assenza di nuove generazioni che si attivano quotidianamente nei territori, al fine di rivendicarne la cittadinanza. Letture di brani dedicati al Formicoso, questo l’intervento appassionato di Pasquale Guglielmo, docente di Scienze della formazione, che ha sottolineato la necessità di ricordare il riscatto e il coraggio dimostrato, in passato, dalle genti di questi territori, come l’indimenticato Pasquale Stiso. La giornalista Ivana Picariello, del Corriere dell’Irpinia, ha sottolineato come di fronte alle grandi scelte da fare questo territorio venga martoriato. La giornalista, ha evidenziato, come sia palpabile una assenza di tensione ideale che ha fatto posto ad una sottile e preoccupante rassegnazione, ricordando, invece, la passione e la tensione morale della battaglia, sempre per il Formicoso di 14 anni fa. Invitando i rappresentanti politici ed le genti di questi territori a mantenere alta la solidarietà territoriale, ha ricordato come in questa fase sia importante candidarsi ad essere una zona del mezzogiorno che ha voglia di riscatto e di un futuro migliore. La ricostruzione dei processi storici che hanno portato il Formicoso nelle condizioni che viviamo oggi, al centro dell’intervento del Prof. Francesco Barra, che ha creato un continuum storico tra i rapporti delle aree interne, dunque il Formicoso con Napoli capitale. Per lo studioso la conformazione fisico territoriale dell’area come la conosciamo oggi, è figlia delle scelte prese dal regno di Napoli, che decise di trasformare questo territorio, fatto di folta vegetazione e boschi, in granaio, per servire al soddisfacimento alimentare della capitale borbonica. Il richiamo alle teorie di Rossi Doria è stato, dunque, inevitabile. Infine non è mancato il richiamo alla necessità di una trasmissione di memoria, al fine di far comprendere a pieno, quali siano, sostanzialmente, le vocazioni del territorio. Concludendo con la battuta: “Napoli sfamata ieri dal nostro grano, oggi ci sfama con la propria monnezza”! Il direttore editoriale di Irpinianews Antonio Porcelli, si è soffermato sulla politica che oggi non è più in grado di unire attorno alle grandi questioni, generando di rimando fratture e divisioni sociali. Anche Porcelli ha invitato tutti – ricordando l’esperienza vissuta da giornalista 14 anni fa sempre al Formicoso – ad un nuovo scatto d’orgoglio per il territorio anche ripristinando il valore della solidarietà, richiamando il Pd sulla necessità di mettere alla prova una nuova generazione tra le soluzioni possibili per la ripresa e la difesa delle identità locali. Il paesologo Franco Arminio, ha esaltato le potenzialità dell’Alta Irpinia, immaginando il Formicoso come la piazza dalla quale far nascere la vertenza locale, per simbolicamente disegnare il futuro nuovo della zona. Inoltre, duro è stato l’attacco ad un modello di società, volgare, così definita da Arminio, che mortifica le coscienze ed immiserisce gli uomini. In definitiva sono questi i luoghi ancora appetibili per qualità di vita, a prescindere di come andrà a finire la questione discarica. Ricordando la propria esperienza della battaglia contro l’apertura della discarica di Tufino, il segretarioprovinciale del Pd Franco Vittoria, ha denunciato come ci troviamo dinnanzi ad una profonda crisi di democrazia, sottolineando il degrado verso il quale sta scivolando l’azione dei partiti, ma più in generale della politica. Inoltre, approfondito il passaggio sulla necessità di rinnovare le classi dirigenti, che debbono porre fine ad una logica del silenzio. Per Vittoria, per emergere c’è la necessità di imporsi, anche con delle fratture e contrapposizioni dure, in quanto le stesse servono, inevitabilmente, per la crescita delle classi dirigenti stesse. Inoltre, è stata richiamata la necessità della sopravvivenza dei paesi, identificandone la ragione con le parole di Pavese, ovvero, “i paesi servono, soprattutto, in maniera tale da avere un posto dove poter ritornare”: per tal motivo ha invitato, sulla questione discarica, a mobilitare le coscienze respingendo la rassegnazione. Infine non è mancato il richiamo alle note vicende legate alla criminalità organizzata, pubblicate proprie ieri dal settimanale l’Espresso, sottolineando come, invitando a far emergere le contraddizioni dell’agire politico, identificando nella ipocrisia delle posizioni prese da alcune parti politiche, il male assuluto in questo momento, nel quale necessita, una presa di posizione netta contra la discarica in forma unitaria. Programma di sabato 13 settembre : ore 19.00 – “Politica e rifiuti” intervengono Enzo De Luca – Rosetta D’Amelio – Raffele Aurisicchio – Antonio Festa– Alberta De Simone- Franco D’Ercole Modera Gianni Festa Ore 21.30 Concerto per il Formicoso: JAMES SENESE E NAPOLI CENTRALE

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