Andrea Loris Stival, la mamma fermata per l’omicidio

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Omicidio volontario, aggravato dal legame di parentela, e occultamento di cadavere. Sono queste le accuse contro Veronica Panarello, la madre di Andrea Loris Stival, il piccolo di Santa Croce Camerina. Dopo 6 ore di interrogatorio la procura di Ragusa ha emesso un provvedimento di fermo nei suoi confronti. Anche se la 26enne ha continuato a giurare la sua innocenza: “Non l’ho ucciso io, lui era il mio bambino”. Ma per magistrati e investigatori di polizia e carabinieri ci sono pochi dubbi: sarebbe stata lei ad uccidere con una fascetta da elettricista stretta attorno al collo il figlio di 8 anni la mattina di sabato 29 novembre. E sarebbe stata sempre lei a gettare il cadavere del figlio nel canalone in contrada Mulino Vecchio, a meno di due chilometri di distanza dal centro del paese di 10mila anime nel Ragusano. Al momento, dunque, gli inquirenti escludono il coinvolgimento di un complice: Veronica avrebbe agito da sola.
La svolta è arrivata a mezzanotte e sette minuti di lunedì 8 dicembre, dopo nove giorni di indagini minuziose e serrate. “Procederemo per cerchi concentrici, cercando di avvicinarci sempre più all’ultimo cerchio” aveva detto quattro giorni fa il procuratore di Ragusa Carmelo Petralia. E così hanno fatto i detective dell’Arma e della Squadra mobile coordinati dai magistrati, che ritengono ormai di avere a disposizione tutti gli elementi a sostegno della loro ipotesi. Nelle ultime 48 ore infatti si è lavorato per mettere in fila proprio questi tasselli e poterli così contestare alla donna, il cui racconto è andato in frantumi.

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