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Un’assemblea incompleta, dunque, che per De Conciliis trova la sua spiegazione nel tentativo di tutelare posizioni personali in seno al partito. “Il dibattito politico – spiega – non può ridursi a una mera sequenza di comunicati stampa o, peggio ancora, al gossip su nomi e candidature. Bisogna necessariamente dare priorità ai contenuti prima di pensare agli uomini”. E in questo senso lancia lo slogan – “Io voglio allearmi con il territorio” – che evidentemente sottende, sul piano pratico, alla più stringente questione dell’apertura ai Popolari per la Costituente di Centro. “Il punto non è nell’essere favorevoli o meno all’allargamento della coalizione – precisa – quanto piuttosto nello stabilire il taglio politico. Sta per iniziare una nuova, importante stagione, quella del Pdl, che deve partire all’insegna della pluralità e dell’apertura”. Chiara la posizione di De Conciliis: “Fare almeno un tentativo di dialogo con i demitiani, o in ogni caso con qualsiasi forza centrista vicina al nostro progetto, prima di assumere qualsiasi decisione”.
Il discorso degli apparentamenti allargati non è però in questo momento l’unico pomo della discordia. E’ proprio la nascita del Pdl a suscitare ulteriori spunti di discussione: “Tra poco più di trenta giorni diventeremo un unico soggetto politico – rafforza la nota in riferimento agli attacchi di ieri sera a Marco Milanese e Cosimo Sibilia – e questo dato, formidabile per caratura e potenzialità, evidentemente destabilizza che si preoccupa solo del proprio protagonismo”. Anche su questo aspetto De Conciliis non ha dubbi: “Rispetto il retaggio fortemente identitario di Alleanza Nazionale – afferma – ma non è intelligente attaccare i nostri compagni di viaggio. Sono convinto – assicura – che le legittime apprensioni siano di gran lunga superate dalle aspettative”.
Di questo e degli altri temi sarà ad ogni modo necessario riparlare. La riunione di ieri sera infatti si è conclusa con una nulla di fatto. “Nessuna decisione concreta è stata deliberata, né poteva essere altrimenti, stante la carenza di legittimazione politica dell’incontro”, si legge ancora nella nota che punta il dito contro Giuseppe Ragucci: “Lo statuto prevede che gli incarichi dirigenziali delle Federazioni siano affidati ai componenti dell’Esecutivo provinciale tra i quali non figura l’addetto al tesseramento che pare abbia organizzato l’incontro”. Insomma, fare chiarezza al proprio interno: è questo l’imperativo che emerge per Alleanza Nazionale in Irpinia e che inevitabilmente la impegnerà nelle prossime settimane. (di Eddy Tarantino)