
37 anni e già con la voglia di smettere di vivere. Antonio Spatola, con una vita sentimentale difficile ha deciso di non voler soffrire più. Uno stato depressivo che l’ha portato a suicidarsi. Era solo in casa, i suoi genitori erano in montagna ad aiutare l’altro fratello, è sceso in garage e si è impiccato. L’ha trovato uno dei fratelli, ormai privo di vita. La comunità di Calabritto è rimasta profondamente scossa da questa tragedia anche perchè era molto conosciuto visto che prestava servizio come volontario presso la locale associazione «Aurora». Attualmente lavorava con un contratto a termine in un’azienda dell’area industriale di Nusco; nel corso degli anni aveva svolto altre attività, sempre saltuarie. Agli amici confidava che il suo cruccio era il lavoro: desiderava un posto fisso, diceva che si sarebbe accontentato anche di una retribuzione minima purché con la certezza di un lavoro stabile.