Amministrative, Passaro (Cittadini in Movimento): “Avellino non è un palcoscenico elettorale”

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“In vista delle prossime elezioni amministrative, Avellino si trova ancora una volta al centro di incontri, tavoli politici, dichiarazioni e strategie costruite più sugli equilibri interni ai partiti che sulle reali necessità del territorio. – dichiara Massimo Passaro di Cittadini in Movimento – Si discute di candidature e percentuali, si rincorrono alleanze e comunicati, ma intanto la città continua a fare i conti con problemi concreti che incidono quotidianamente sulla qualità della vita dei cittadini. Le criticità sono evidenti e diffuse: strade dissestate, marciapiedi impraticabili, sistemi di sicurezza spesso non funzionanti, immobili pubblici in condizioni di degrado. Nei quartieri popolari persistono situazioni inaccettabili, con abitazioni prive di adeguato riscaldamento e segnate da umidità e incuria. Intere aree della città risultano prive di servizi adeguati, mentre parchi e spazi destinati ai bambini versano in uno stato che non rende giustizia alla dignità di un capoluogo di provincia. In questo scenario, appare distante e autoreferenziale una parte della politica che continua a riunirsi nei salotti per commentare e giudicare, talvolta con toni arroganti, il lavoro di chi opera quotidianamente sul territorio. Il civismo non è un’etichetta da sminuire, ma un impegno concreto fondato sulla presenza, sull’ascolto e sulla volontà di migliorare realmente la città. Ridurre il confronto pubblico a slogan o accuse generiche significa sottrarsi al dovere di affrontare i nodi strutturali che frenano lo sviluppo di Avellino. Restano inoltre interrogativi mai pienamente chiariti su scelte amministrative del passato: investimenti ingenti in arredi urbani oggi scomparsi, interventi viari costosi e discutibili, manifestazioni ed eventi privi di continuità progettuale, concepiti come iniziative isolate più che come parte di una strategia di rilancio duratura. Nel frattempo, la pressione fiscale locale è aumentata e le difficoltà finanziarie dell’ente hanno inciso direttamente sui cittadini. Le conseguenze sono tangibili: attività commerciali che chiudono, professionisti che scelgono di trasferirsi altrove, giovani che abbandonano la città per mancanza di prospettive. Avellino si sta progressivamente svuotando, perdendo energie, competenze e fiducia. Non si tratta solo di numeri, ma di una comunità che rischia di smarrire la propria identità. Governare significa assumersi la responsabilità delle decisioni adottate e delle loro conseguenze. Se oggi la città vive una fase di difficoltà, non si può liquidare il tema con slogan o campagne costruite sulla contrapposizione tra presunti colpevoli e innocenti. È necessario riconoscere gli errori, correggere le distorsioni e proporre soluzioni concrete. Avellino ha bisogno di una programmazione seria e verificabile: manutenzione ordinaria costante, rigenerazione urbana pianificata, sostegno reale al commercio e alle attività produttive, politiche sociali efficaci, trasparenza nell’utilizzo delle risorse pubbliche, valorizzazione degli spazi comuni e dei quartieri. Ha bisogno di amministratori che considerino il mandato come un servizio alla comunità e non come una vetrina personale. L’impegno civico non si esaurisce in una stagione elettorale. È un lavoro quotidiano, fatto di ascolto e presenza, che nasce dall’amore per la propria città e dalla volontà di restituirle dignità e prospettiva. Qui si vive, qui si lavora, qui si costruisce il futuro delle nuove generazioni. Avellino può tornare ad essere un capoluogo dinamico e attrattivo, punto di riferimento dell’Irpinia. Ma questo richiede una politica capace di guardare oltre gli interessi di parte, di assumersi responsabilità chiare e di mettere al centro esclusivamente il bene comune. È il momento di passare dalle parole ai fatti e di restituire alla città fiducia, vivibilità e orgoglio”.