Amministrative Avellino, la nota di Antonio Papa (I Democratici)

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Avellino – “Ho scelto di candidarmi per cercare di coniugare la passione civile, che sento molto forte, con l’impegno a fare qualcosa di concreto e di utile per la mia città. Io sono molto legato ad Avellino: è la città dove vivo e lavoro, e mi rattrista molto constatarne il declino, con le troppe opere pubbliche incompiute come classiche cattedrali nel deserto, un tessuto sociale e culturale sempre più frammentato ed un senso di appartenenza alla comunità che diviene sempre più labile e indistinto. Mi piacerebbe fare qualcosa in tal senso”. Così in una nota Antonio Papa, candidato con la lista I Democratici ad Avellino (candidato sindaco Foti).

“Io non ho mai fatto politica attiva, né ho mai avuto la tessera del PD. Ciononostante credo che, con tutte le contraddizioni e gli errori della classe dirigente (soprattutto la contrapposizione tra le varie “anime” e la conflittualità interna che rischia di distruggere il partito, tanto a livello nazionale che provinciale) il PD rappresenti ancora, nonostante tutto, un argine al dilagare del berlusconismo come fenomeno politico, sociale e culturale. Diciamo che voglio ancora credere, anche in tempi di “larghe intese”, che il PD abbia delle cose “di sinistra” da raccontare: intendo una sinistra non minoritaria, ma che sappia chiedere ed ottenere consensi utili per governare.

Noi abbiamo un gran bisogno di personalità nuove, che antepongano obbiettivi programmatici alle proprie ambizioni personali. Il nostro candidato sindaco lo conosco da poco, più o meno da quando ho deciso di candidarmi. So che si tratta non di un politico di professione e mi è sembrato un uomo concreto, con molta voglia di fare. Mi ha colpito soprattutto il linguaggio poco incline al “politichese” e piuttosto immediato: ha parlato di “obbiettivi emozionali”, come l’attuazione di politiche per i giovani e per le donne, che condivido, così come il programma politico per amministrare la città.

Ci sono una miriade di cose da fare, a partire da una riqualificazione del territorio urbano nel suo insieme alla valorizzazione del Centro Storico, vera icona dell’identità di ogni comunità, dalla incentivazione del trasporto pubblico alla pianificazione di programmi di sviluppo, e si potrebbe continuare. Ma più che il solito elenco dei problemi, che sarebbe lungo (basta passeggiare in città o viaggiarci in auto per verificare come chi ha amministrato negli ultimi anni non ha fatto un buon lavoro), mi preme sottolineare la mia volontà di imparare, qualora ne avrò la possibilità, ad impegnarmi nella pubblica amministrazione con lo stesso spirito di abnegazione con cui mi cimento nel mio lavoro di medico, di cui sono sinceramente innamorato”, conclude.

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