Ambito sociale A4, Noi di Centro chiede intervento di De Luca

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“Sui servizi sociali non possiamo perseverare nella cattiva gestione, è opportuno un impegno diretto del presidente della Giunta regionale, Vincenzo De Luca”. Lo ha scritto il segretario provinciale di Noi di Centro e sindaco di Montefredane, Ciro Aquino, in una missiva inviata al governatore della Campania.

“La città di Avellino, – scrive Aquino – unitamente ai restanti 15 comuni che compongono l’Ambito sociale A4, stanno vivendo mesi di grande difficoltà in merito all’erogazione dei servizi sociali. Lo scontro politico ha messo a rischio i servizi essenziali a favore dei più fragili, ora che gli indigenti sono in aumento per la crisi economica ed i postumi della pandemia”.

“Sono ormai palpabili le difficoltà – sottolinea il primo cittadino – create da una classe dirigente incapace di dialogare e trovare una soluzione nell’interesse dei territori. E dunque, per questo, formulo ad Ella un appello convinto, facendo leva sulla sensibilità che la contraddistingue quale politico responsabile, ma anche di profondo conoscitore delle problematiche degli Enti locali, essendo stato notoriamente uno dei migliori sindaci italiani”.

“Ai consiglieri regionali irpini – rincara il sindaco – ho più volte fatto presente la necessità di scindere l’Ambito sociale A4, tra Avellino ed il resto dei comuni che lo compongono, ma lor signori si sono contraddistinti per indifferenza! E’ urgente definire una nuova governance, capace di erogare servizi sociali di qualità, ma che soprattutto tenga ben presente le specificità territoriali. Chi le scrive è sindaco di una comunità fortemente caratterizzata da problemi sociali che si sono acuiti con la chiusura dello stabilimento ex Novolegno, dove decine di famiglie si sono trovate fuori dal mercato del lavoro”.

“Sono fortemente convinto – conclude – che, solo attraverso un suo impegno diretto, sarà possibile superare le difficoltà che vivono i piccoli comuni di questo lembo di territorio della provincia di Avellino, che paga il caro prezzo della cattiva politica che ha visto una vistosa riduzione o assenza di assistenti sociali, oltre che dei servizi domiciliari ormai fermi da anni”.