“Ambiente e Salute” chiede all’amministrazione un Puc armonico

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Montefredane – Un Puc per Montefredane che guardi all’ambiente e vada in direzione della salvaguardia e dello sviluppo in armonia col territorio della Valle del Sabato. E’ quanto chiede l’associazione Ambiente e Salute, presieduta dall’ingegnere Salvatore Picariello, all’amministrazione comunale di Montefredane, guidata da Valentino Tropeano. “Premesso – precisa Picariello – che in questa fase preliminare non è possibile fare osservazioni dettagliate, in quanto non esiste ancora una bozza di progetto di piano, riteniamo utile porre all’attenzione dell’amministrazione e dei progettisti incaricati, alcuni spunti di discussione utili per l’individuazione degli obiettivi strategici e delle modalità operative di redazione del piano urbanistico comunale. Consapevoli del fatto che una corretta progettazione sia indispensabile per uno sviluppo armonioso e sostenibile di Montefredane. Chiediamo di considerare alcune indicazioni, di discuterle e di considerarle seriamente. In primo luogo la realizzazione del settore terziario nella frazione Arcella. La frazione Arcella (e le frazioni Gaeta e Boscomagliano) situata al centro della media Valle del Sabato, in posizione strategica dal punto di vista commerciale ed industriale, è stata sottoposta nel corso degli anni ad una intensa opera di industrializzazione, che, se da un lato ha sicuramente portato occupazione e crescita economica, dall’altro ha creato seri problemi di compatibilità tra centro residenziale e nucleo industriale. Problema, quest’ultimo, amplificato sia per la totale mancanza di un opportuno piano di gestione del nucleo industriale, sia per l’assenza di strategie per minimizzare gli impatti esistenti. Pertanto, nel definire le zone da destinare al terziario sarebbe opportuno prendere in considerazione i lotti non ancora occupati nell’area industriale e intavolare una trattativa con il consorzio ASI (considerato che il suo piano è ancora in fase di approvazione) per la cessione degli stessi, ovvero utilizzare il patrimonio edilizio esistente. Ricordando che, anche nella realizzazione del terziario, non deve essere solo un problema di quantità, ma anche e soprattutto un problema di qualità, che vede nell’ambiente, visto come complesso sistema di territorio, paesaggio, natura e habitat il punto centrale di riferimento. Per questo è giusto che ci sia una relazione tra il Puc del comune e piano regolatore ASI. Il Piano comunale, strumento tecnico ed amministrativo-gestionale che dovrà soddisfare correttamente le complesse e numerose esigenze urbanistico-edilizie dei suoi cittadini e concorrere a soddisfare quelle di tipo socio-economico e che sarà progettato tenendo pienamente conto degli “Indirizzi programmatici”, non può non tenere conto del piano regolatore Asi. Al riguardo ci sono due aspetti fondamentali da chiarire e approfondire. Il primo riguarda l’eventuale espansione (problema evidenziato anche dalle Amministrazioni comunali di Avellino, Grottolella, Prata P.U.) del nucleo industriale nelle frazioni Gaeta, Boscomagliano e Arcella; il secondo riguarda l’inclusione nel piano Asi di quella fascia di terreno che dal passaggio a livello, sviluppandosi parallelamente alla provinciale, si estende fino a frazione Gaeta. In particolare, c’è l’esigenza di sapere con esattezza se tale area ritornerà ad essere “zona omogenea” del piano comunale, oppure farà ancora parte del nuovo piano regolatore dell’Asi. In quest’ultimo caso sarebbe auspicabile, attraverso un’opportuna concertazione tra gli enti preposti e il consorzio Area Sviluppo Industriale, di prendere in considerazione la possibilità di realizzare un centro direzionale (composto da giardini, bar, uffici pubblici e privati, aziende che operano in settori ad elevato contenuto di innovazione), al fine di invertire concretamente la logica che ha guidato il processo di industrializzazione della Valle del Sabato e di costruire uno sviluppo che sappia risolvere nel rispetto dell’ambiente e della tutela della salute pubblica i problemi economici e sociali del nostro territorio. E’ giusto, ancora, considerare le aree a verde pubblico : La presenza di parchi, giardini, viali e piazze alberate o comunque dotate di arredo verde consente di soddisfare un’importante esigenza ricreativa e sociale e di fornire un fondamentale servizio alla collettività, rendendo più vivibile il proprio comune. Pertanto si ritiene utile in tal senso il potenziamento e l’ampliamento del parco pubblico situato in via Santa Lucia della frazione Arcella e la realizzazione accanto all’anfiteatro già esistente di un opportuno parco pubblico, suddiviso eventualmente in zone con diverse funzioni (riposo, gioco, attività sportive e ricreative). Infine non bisogna dimenticare Montefredane e la sua storia. Il Puc – conclude Picariello – deve risultare anche uno strumento di crescita culturale; impulso di ricerca delle proprie origini; comprensione dell’evoluzione spazio-temporale dell’abitato; conoscenza della propria storia. Pertanto, è importante valorizzare non solo il centro storico con i suoi volumi e i sui spazi, ma anche l’area compresa tra le località “Castelloni”, “Sant’Andrea” e “Pietracupa”, dove reperti esistenti (fortificazioni perfettamente leggibili tra l’orografia dei luoghi) e recenti rinvenimenti archeologici (tombe romane del IV secolo d.c.), fanno pensare che quelli siano i luoghi dei primi insediamenti abitativi a Montefredane. In tale zona si potrebbe pensare alla realizzazione di un parco archeologico, connesso, magari, ad un parco naturalistico nella vicina zona Fontanelle-Pisciricolo”.

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