Alto Calore – Situazione debitoria: oggi l’assemblea

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Avellino – Il coordinamento dei sindaci del Partito Democratico si è dato appuntamento ieri in via Tagliamento, alla presenza del segretario provinciale Franco Vittoria, per discutere dell’ordine del giorno dell’assemblea dell’Alto Calore Servizi, in programma oggi pomeriggio, a partire dalle 15.30, nella sede di Corso Europa. Vittoria ha spiegato ai primi cittadini la delicatezza del momento che vive un ente sommerso dai debiti, ma su cui il neo presidente Franco Maselli sta impiantando una strategia indirizzata a risanare gradualmente il deficit che ormai ha varcato un terzo del capitale complessivo della società (12milioni di euro). Oggi i sindaci dovrebbero dunque manifestare il proprio appoggio a Maselli invitandolo anche a redigere uno scadenzario per verificare lo stato del debito.
La volontà manifestata è anche quella di riunirsi in un’assemblea congiunta comune con la Patrimonio, per stabilire la ripartizione delle competenze tra le due società.
Fatto sta che all’odg della seduta odierna l’argomento è l’articolo 2446 del codice civile che disciplina il ‘superamento delle perdite oltre il terzo del capitale della società’. Si parte naturalmente dal ‘grande buco’ di 12milioni di euro che poteva essere sanato attraverso la mancata acquisizione di ricavi: 5milioni di euro per il canone di gestione del patrimonio che prima non comportava alcun costo; 4milioni di euro di avanzo dalla Regione per interventi straordinari; 6 milioni di euro di aumento costi; 6milioni di euro di pagamenti all’Enel. In aggiunta l’ACS ha perso le quote consortili che ammontavano ad 1milione di euro all’anno. A questo vanno ad aggiungersi variazioni sensibili in termini di costi. Per quanto riguarda il ‘personale’ dal 1995 al 2007 è stato registrato un aumento di 8milioni di euro dettato anche da un incremento delle unità lavorative che da 300 sono passate a 405 con un relativo aumento degli stipendi.. Sul fronte ‘energia’ si è passati dai 9milioni di euro del 2007 a 12milioni e 500mila euro del 2008. In più le tariffe del servizio sono bloccate al 2002. Se fossero state adeguate ci sarebbero state ulteriori entrate per un totale di circa 3milioni e 600mila euro. A questo punto poche restano le opzioni: di ridurre il capitale sociale, trasformare la società o rimandare tutto all’esercizio successivo nella speranza di appianare almeno in parte la situazione debitoria.

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