Alto Calore, Sarno all’attacco: “Irresponsabile silenzio di Ciarcia”

Alto Calore, Sarno all’attacco: “Irresponsabile silenzio di Ciarcia”

27 Settembre 2021

Da Beppe Sarno, coordinatore regionale di Risorgimento Socialista, riceviamo e pubblichiamo

Il Presidente dell’Alto calore servizi s.p.a. Ciarcia, come tutti quelli che fanno politica di mestiere non si è preoccupato di rispondere alle mie due lettere aperte in cui chiedevo un suo intervento l fine di evitare il disastro del fallimento della società Alto Calore Servizi s.p.a. Quello  che ho scritto nelle due lettere aperte era solo il tentativo da parte di un cittadino comune di indicare una strada che evitasse il fallimento della  società amministrato da Ciarcia.

Un cittadino comune non merita risposta, ma questa risposte il presidente Ciarcia il 19 ottobre dovrà darle alla sezione fallimentare del tribunale di Avellino.

Per completezza mi  permetto di aggiungere qualche domanda..

Leggendo il bilancio 2020  si ricava che l’alto calore ha ricavi per 42.196.000 con un margine di tesoreria dello 0,80. Questo vuol dire che per un euro di debito la società può far  fronte solo all’80% mentre non è in grado di far fronte con i suoi mezzi ad un  20% che rimane impagato. Quindi ogni anno di gestione la società amministrata da Ciarcia si indebita di un’ulteriore 20%.

Nel bilancio 2018 la società registra una perdita di 12 milioni di euro mentre nel 2019 registra un’utile di 800.000 €e nel 2020 Un’utile di 40.000 euro. Ma  se come ha  registrato la Guardia di finanza nelle sue attente analisi i presunti crediti vantati per  81 milioni di euro, presenti fin dal 2018 non sono stati riscossi e pare siano riscuotibili solo per il 10%, perché il presidente non li ha tolti dal bilancio e li ha portati in perdita? Inoltre nel bilancio 2020 si legge che ci sono debiti verso fornitori per 104 milioni di euro cioè più del doppio del fatturato. Secondo il presidente Ciarcia questi debiti sarebbero stati riscossi negli anni 2018 e 2019 ma ciò non è mai avvenuto.  Infine nel bilancio si legge che vi sono beni strumentali per 41 milioni, ma non c’è dato di capire quali siano questi beni strumentali; è immaginabile che sia una partita non del tutto vera considerando che se ci si riferisce alle condotte queste non si sa fino a che punto siano di proprietà dell’alto calore servizi SPA e quanto della Regione Campania. Un’ultima domanda al presidente Ciarcia riguarda il piano di ristrutturazione presentato nel 2018 come lo strumento per riportare la società alto calore servizi sulla via del risanamento. Già quando fu presentato il piano Pozzoli alcuni sindaci soci dell’alto calore avanzarono forti riserve perché a loro  avviso il piano non diceva nulla su come ridurre i corsi della società e come riequilibrare la gestione dell’alto calore.

Cosa prevedeva il piano di ristrutturazione? un aumento di capitale sociale da parte dei Comuni soci, un finanziamento regionale, una riduzione del personale, la ristrutturazione del debito, la riduzione dei costi dell’energia. Il cosiddetto piano Pozzoli avvisava che la mancata approvazione dello stesso avrebbe comportato il fallimento della società evitabile solo con un concordato preventivo.

I comuni non hanno aderito alla richiesta di aumento del capitale sociale perché a loro avviso la ricapitalizzazione della società non garantivo il salvataggio della stessa.

La Regione Campania non ha risposto alla richiesta di finanziamento perché per ridurre i corsi di gestione la Regione Campania ha  previsto un finanziamento di 60 milioni di euro a partire dal 2022 in previsione della candidatura dell’ente alto calore a gestore unico.  La riduzione del personale è avvenuta solo in parte mentre le ultime elezioni amministrative sembra abbiano facilitato l’ingresso di ulteriori 80 dipendenti. La ristrutturazione del debito non solo non si è verificata, ma i debiti come si legge dal bilancio 2020 continuano ad aumentare,.

 Possiamo quindi dire con certezza che il piano Pozzoli è fallito miseramente.

IL sindaco di Avellino avendone il diritto, perché rappresenta il 10% del capitale sociale ha chiesto la convocazione dell’assemblea dei soci dell’Alto calore Servizi s.p.a. Lo farà il presidente Ciarcia?

 Dall’alto della sua arroganza temo di no!

Ripeto fino alla noia: l’Alto calore Servizi s,p.a. può essere salvato solo presentando alla sezione fallimentare del Tribunale di Avellino istanza di concordato preventivo in continuità. Se Ciarcia non ha il coraggio di farlo aderisca alla richiesta del sindaco di Avellino presentandosi dimissionario all’assemblea dei soci lasciando l’onere ad una persona più seria e responsabile.