Ieri 25 novembre 2012 nel giorno in cui la Chiesa festeggia Cristo Re, al santuario dei santi Martini Pellegrino ed Alberico Crescitelli di Altavilla Irpina, tutta la comunità ha dato saluto all’amato don Giuseppe Martino, che ha svolto presso la parrocchia di Altavilla il suo apostolato per 26 anni e che, da oggi, presterà servizio presso la curia di Benevento, succedendogli nel Mistero Pastorale, don Livio Iannaccone, nativo di Altavilla. Nel santuario circa 1000 le persone intervenute alla cerimonia religiosa; 300 i fedeli venuti con 4 pullman e mezzi propri dai comuni di Calvi e da San Giorgio del Sannio dove Don Livio Iannaccone ha svolto in questi anni la missione pastorale. Tra i fedeli nei banchi l’amministrazione del Comune di Altavilla, oltre al Sindaco di Calvi Armando Rocco e al Comandante della stazione dei Carabinieri di San Giorgio, luogotenente Pietro Dalì. Presente anche il Preside Commendatore Avvocato dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme Antonio Emilio Gambacorta, ordine di cui fa parte lo stesso don Livio Iannaccone. A celebrare la Santa Messa il Vescovo di Benevento Monsignore Andrea Muggione. E’ intervenuto, a fine celebrazione, il sindaco di Altavilla Carmine Coviello, salutando con affetto don Giuseppe Martino, conosciuto da tutti ad Altavilla come don Peppino, ringrazioandolo per la sua “generosità, semplicità, disponibilità, la consapevolezza di agire sempre nel nome di Dio, verso gli ammalati, le persone anziane ed i deboli, con una predilezione particolare verso i ragazzi che ha preparato ai sacramenti della vita cristiana, accompagnandoli nelle loro scelte, aiutandoli negli studi e perfino giocando con loro, utilizzando in definitiva, a tutto campo il suo ascendente per le loro diverse esigenze ed attitudini…”. Il sindaco Coviello ha continuato ringraziando ancora don Giuseppe Martino per aver lavorato fianco a fianco in un progetto di solidarietà, in un territorio difficile come Altavilla, “lembo d’Irpinia, zona interna e disagiata del Mezzoggiorno d’Italia” in momenti difficili per l’economia e lo spirito, che ha visto tanta emigrazione verso terre lontane come l’Australia, dove tra l’altro don Giuseppe è stato accolto con benevolenza ed entusiasmo dalla comunità degli altavillesi di Adelaide cui andò anni a dietro a far visita. Don Livio a chiusura della celebrazione, prende parola e sistema il microfono ben saldo davanti a sè, quasi a rimarcare la fermezza con cui ha intenzione di essere pastore ad Altavilla, ringrazia Don Peppino ricordando quando è diventato parroco di Altavilla, e il paese non aveva nemmeno una chiesa vera,in quanto la chiesa madre, dedicata alla santissima Madonna Assunta, oggi santuario, era stata resa inagibile dal terremoto dell’80. Don Livio ha ringraziato con affetto don Peppino per averlo ha accompagnato lungo il suo seminario e ricorda la sua celebrazione della cerimonia religiosa della vestizione nel ’93. Ieri don Livio raccoglie l’eredità di tutti i suoi precedessori, tra cui anche don Pacino de Palma e spera di poter essere vicino a tutti i suoi fedeli, ricordando anche lui, come il sindaco Coviello, l’emigrazione in tutto il mondo degli abitanti di Altavilla e riconoscendo nelle parole del Vescovo Muggione “la paternità” del sacerdote verso i fedeli della propria comunità, conclude dicendo, citando Papa Giovanni XXIII, che chiunque sia stato presente alla messa andando a casa porti la carezza di don Livio ad ammalati e bambini. Salutando uno per uno i fedeli dà a ciascuno un immagine di Cristo Pastore e Sant’Alberico Crescitelli, martire in Cina, nativo di Altavilla, in cui si legge: “Dio mi ha voluto qui. Bisognerebbe che neppure un giorno delle nostra dimora qui andasse perduto per quanto riguarda l’evengelizzazione”. frase tratta dall’Epistolario di Sant’ Alberico Crescitelli alla madre. Questa frase risuona molto simile a quella con cui don Livio, Arciprete e parroco, ha ringraziato il vescovo di Benevento Monsignore Andrea Muggione, per aver saputo conciliare, con il trasferimento ad Altavilla, un obbligo e un desiderio.
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