Altà Velocità, Avellino tagliata fuori: l’appello di Giuditta

Altà Velocità, Avellino tagliata fuori: l’appello di Giuditta

17 Dicembre 2020

“Avellino salva il ruolo di capoluogo collegandosi a Napoli attraverso Baiano-Codola. L’Alta Capacità con Bari riduce la città e il suo hinterland a ruolo di marginalità rispetto alle grandi direttrici della sviluppo e del turismo”. Il sindaco di Summonte e presidente del distretto turistico del Partenio lancia un appello ad amministratori locali, consiglieri regionali, parlamentari. “Recovery fund, ultima chiamata per Avellino. Senza collegamento ferroviario si è tagliati fuori da tutto. Pagheremo un prezzo enorme in termini di sviluppo produttivo e turistico” Di seguito la dichiarazione: “Il capoluogo e il suo hinterland fatto di grandi attrattori turistici e culturali deve con forza, determinazione e urgenza lavorare per evitare la marginalità alla quale saranno destinati una volta entrata a regime l’alta capacitò Napoli-Bari e tutto quanto ne consegue per il territorio provinciale a partire dalla stazione Hirpinia localizzata tra Grottaminarda e Ariano e la programmata piattaforma logistica in Valle Ufita. Saranno la definitiva certificazione della perdita del ruolo di capoluogo di provincia. Avellino e i comuni della fascia del Partenio non possono rimanere tagliati fuori dalle grandi direttrici. E quando si parla di infrastrutture e di interconnessioni moderne e funzionali non si può non fare riferimento all’alta velocità. La partita oggi è più che mai aperta: serve una grande mobilitazione istituzionale e popolare (cittadini, associazioni, enti di servizio e di promozione, sindaci, deputazione regionale e nazionale) per far leva sul governo e far inserire nel recovery plain la realizzazione dei collegamenti su ferro tra Baiano e Avellino e tra Valle Caudina-Codola. Solo così in un’ora di percorrenza si potrà raggiungere l’alta velocità su Napoli o Afragola”. I nuovi collegamenti ferroviari sono l’ancora di salvezza per vincere la sfida della modernità, parliamo di infrastrutture necessarie a garantire sviluppo ed economica, attività produttive e, soprattutto turismo, così come da ultimo ha ricordato il ministro dei Beni Culturali in un appello alla cabina di regia sul Recovery fund. Il treno è modernità, quando si parla di infrastrutture che proiettano verso il futuro non possiamo prescindere dalla tratta ferrata”.