Alloggio a senzatetto ma pretende sesso: leccese nei guai

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LECCE – Raccoglie l’appello lanciato dai mezzi di informazione di aiutare una coppia di senza casa e senza lavoro, ma alla fine getta la maschera del benefattore e cerca di approfittare della donna. Ed a questo scopo non avrebbe esitato a fingersi poliziotto ed a minacciarla con una pistola. Un brutto colpo a chi in questi giorni di festa cercava un po’ di solidarietà. Angelica e Cosimo, 44 e 30 anni, lei di Matino e lui di Monopoli, si sarebbero fatti l’idea di avere tutto il mondo contro la loro debolezza se l’amarezza e lo sconforto non fossero stati alleviati dalla generosità degli stessi poliziotti delle Volanti che hanno denunciato D.Z, 43 anni, di Lecce, per minacce aggravate, detenzione di arma modificata ed usurpazione di titoli: per Angelica è stata fatta una colletta di 80 euro per pagarle una notte in albergo. Allontanato qualche ora prima dalla casa di San Cataldo che avrebbe dovuto ospitarli, Cosimo aveva trovato intanto un’altra sistemazione per trascorrere la notte. Angelica, invece, ha vissuto l’incubo di restare all’addiaccio e di diventare vittima una possibile ritorsione, dopo aver sporto denuncia negli uffici della Questura dove le sono state offerte anche bevande calde e coperte. Gli agenti si sono premurati di contattare quelle associazioni dotate di strutture per dare assistenza ai meno fortunati. Ma vista l’ora, la mezzanotte era vicina, il periodo dell’anno e le condizioni climatiche, non c’era nemmeno un posto letto libero nel raggio di diversi chilometri. Che fare allora, si sono chiesti quei poliziotti che hanno ritenuto fosse un loro dovere garantire assistenza e conforto ad una vittima appartenente, fra l’altro, alle “fasce deboli”? La soluzione più pratica, ma anche più generosa ed onerosa, è stata raccogliere fra i colleghi la somma necessaria per pagare la stanza di un albergo. Angelica è stata accompagnata all’ingresso e un con sorriso ed una stretta di mano ha ringraziato chi l’ha fatta ricredere che esista l’altruismo senza secondi fini. La donna aveva chiesto aiuto alla polizia verso le sette e mezzo dell’altro ieri sera con una chiamata al 113 della sala operativa della Questura. Al telefono ha raccontato di trovarsi per strada a San Cataldo, poco distante dalla casa dell’uomo che la aveva appena minacciata con una pistola per indurla a cedere alle sue avances. Diceva di essere un poliziotto, quell’uomo che si era offerto di ospitare lei e Cosimo, salvo poi allontanare il suo compagno. La perquisizione ha fornito conferme alla richiesta di aiuto: sono state sequestrate una pistola ad aria compressa identica a quella delle forze dell’ordine e senza il tappo rosso sulla canna, i pallini di plastica, un paio di manette, un porta tesserino contenente una placca metallica ed una tessera di riconoscimento falsi. Sentito il parere del pubblico ministero di turno, Antonio Negro, D.Z. è stato denunciato. Toccherà all’inchiesta ed all’eventuale processo stabilire ora la verità, intanto la solidarietà offerta alla polizia ha acceso un barlume di speranza nella vita di Angelica e di Cosimo.Quotidiano di Puglia

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