All’Fma è Cassa Integrazione Straordinaria: i chiarimenti di Vecchia

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LE INTERVISTE DI IRPINIANEWS – … e alla fine 2 novembre fu. I lavoratori dello stabilimento Fma di Pratola Serra sono sprofondati ulteriormente nel guado della Cassa Integrazione, passando oggi a pieno regime da quella ordinaria a quella straordinaria. Nessuna allarme, le condizioni di lavoro (e l’incertezza) resteranno pressoché le stesse almeno per questi 12 mesi di CIGS. Una panoramica sulle prospettive dello stabilimento, la offre il segretario provinciale della Fiom Cgil Luciano Vecchia.

Dunque segretario è partita oggi la Cassa Integrazione Straordinaria. Cosa cambia in termini di disagio per i lavoratori…
“In termini concreti niente. L’indennità economica percepita è la stessa (come per la Cassa Integrazione Ordinaria sarà l’80% dello stipendio regolare, ndr). Ma ovviamente resta l’incertezza per il futuro”.

…e per lo stabilimento di Pratola Serra quali novità?
“L’azienda ha la possibilità adesso di riprendere l’attività quando ne veda l’esigenza. La comunicazione dovrà giungere in tempi ragionevoli all’Rsu dello stabilimento e gli operai potranno tornare a lavorare. Non è detto però, che com’è successo fino ad ora, si lavori una settimana al mese. A novembre per esempio si lavorerà giovedì 5 e venerdì 6, più tutta la settimana che va dal 9 al 13 novembre. Inoltre alcuni reparti hanno comunque ripreso l’attività (quelli addetti alla lavorazione albero motore, lavorazione basamento e lavorazione teste)”.

Secondo il segretario provinciale della Fiom Cgil di Termoli Michele De Biase ci sarebbero delle eccessive disparità di trattamento tra i lavoratori residenti e quelli in trasferta, in primis quelli irpini. Gli operai irpini vanterebbero, anche per il ricorso a straordinari, stipendi di 5 mila euro al mese.
“In effetti i lavoratori in trasferta, sia dalla Sevel di Castel di Sangro che dell’Fma di Pratola Serra, beneficiano dell’indennità di trasferta. Si tratta di 80 euro al giorno per far fronte alle spese di vitto e alloggio che sommati ad eventuali e spesso frequenti prestazioni straordinarie, si aggiungono al normale salario. Per cui è molto facile che si arrivi a cifre simili.

Altro nodo è quello della qualità del lavoro. Il segretario De Biase ha infatti affermato che i dipendenti che operano a Termoli sono tutti altamente professionalizzati, mentre è incerto il tipo di formazione dei distaccati dagli altri presidi industriali. Un buco nero che, secondo De Biase, potrebbe incidere sulla qualità dei motori forniti.
“Lo escludo perché le maestranze in fin dei conti sono le stesse. I nostri operai sono conduttori di macchine a controllo numerico e quindi altamente specializzati. Dal punto di vista della professionalità sono perfettamente in grado di adempiere alle mansioni richieste. Eventuali problemi di qualità della produzione di Termoli, vanno forse rintracciati, più che nei singoli lavoratori, nella gestione dell’impianto. Quando la produzione è molto tirata, è l’azienda che deve essere capace di far fronte alle ristrettezze”.

Ma allora qual è, se c’è, il rapporto tra la Fiom avellinese e quella Termolese? E soprattutto quanto c’è di logico nelle lamentele del segretario locale?
“Ho avuto modo di parlare con De Biase. Ho voluto sentirlo per capire. Penso sia naturale che, in quanto sindacalista, tenga a cuore le sorti dei suoi lavoratori. Il senso del suo intervento è stato questo: non quello di voler cacciare fuori gli irpini ma di tutelare i propri operai. Una linea d’azione più che legittima. In fondo è quello che abbiamo fatto anche noi con la Irisbus. Insomma i propri operai, prima di tutto”.

Attualmente l’Fma produce motori multi jet ma c’è attesa per il futuro: ci sarebbe cioè la possibilità del lancio del nuovo motore 1600 benzina multi – air nei primi sei mesi del nuovo anno.
“Il motore è già stato lanciato ma a Termoli. Adesso quello che vorremo capire è se la produzione del multi – air coinvolgerà anche l’Fma e quali nove motorizzazioni verranno introdotte a Pratola Serra”.

Tutti nodi che dovranno essere chiariti da Marchionne in occasione della presentazione del Piano Industriale Fiat che doveva avere luogo il prossimo 6 novembre ma che, ad oggi, sembra essere ancora lontano dalla comunicazione. Sembrerebbe infatti essere slittato alla prossima settimana o, con tutta probabilità, entro il 20 a Roma. All’incontro con l’Amministratore Delegato Fiat e il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi parteciperanno i sindacati sia confederali che quelli di categoria nonché delegazioni territoriali. (di Oderica Lusi)

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