Allarme della Cisl: in Irpinia un giovane su tre non lavora

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Avellino – In Irpinia un ragazzo su tre non lavora. E basterebbe questo per far comprendere quanto sia alto l’allarme occupazionale che si registra in provincia di Avellino. “Uno sguardo sull’Irpinia, la voce dei giovani”, il dossier presentato dalla Cisl illustra infatti dati ancor più sconfortanti: ad aprile 2010 il tasso di disoccupazione nella popolazione tra 15 e 24 anni è pari al 29,5 per cento, con un aumento di 1,4 punti percentuali rispetto a marzo 2010 e di 4,5 rispetto ad aprile 2009. Una ‘brutta tendenza che peraltro sarà confermata anche per il mese di maggio. Si diffondono sempre più anche in Irpinia i rapporti di lavoro atipici e precarizzati, soprattutto nella fascia tra i 20 e i 25 anni. Significativa l’incidenza del part time e del flessibile. In crescita anche lo sfruttamento del lavoro nero ed il livello delle ore autorizzate della cassa integrazione guadagni. I dati aggiornati al 2010 dei Centri per l’Impiego rivelano un quadro che non cambia questi trend, ma che di certo non conforta. Ad aprile 2010 il tasso di disoccupazione (generale) raggiunge l’8,9 per cento, ancora in crescita rispetto all’8,8 di marzo 2010. Mentre il numero di occupati è pari a 22.831.000 unità, in aumento dello 0,2 per cento rispetto a marzo 2010, ma inferiore dell’1,3 per cento rispetto ad aprile 2009. Il tasso di disoccupazione è quindi pari al 56,9 per cento. Preoccupante il trend giovanile: ad aprile 2010 quasi un ragazzo su tre non ha lavoro. Il tasso di disoccupazione nella popolazione tra 15 e 24 anni è pari al 29,5 per cento, con un aumento di 1,4 punti percentuali rispetto a marzo 2010 e di 4,5 rispetto ad aprile 2009. Da non sottovalutare, infine, anche un altro fronte: le morti per infortuni sul lavoro. Nei primi cinque mesi del 2010 i casi sono infatti 191, contro i 238 del 2009.

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