Al via “Laceno d’oro”: debutto con “Risorse Umane”

0
157

Con uno stile che oscilla tra il tragico e il comico abilmente in bilico tra documentarismo e formato fiction, Laurent Cantet rappresenterà la personalità di spicco del premio Camillo Marino – Laceno d’oro 2008.
La rassegna, organizzata dal Circolo di cultura cinematografica “Immaginazione” di Avellino, trova la ragione della sua esistenza nell’amore per il cinema e per la propria terra e per coloro che attraverso la pellicola la resero famosa in tutto il mondo. Come Camillo Marino cui è dedicato il “Premio alla carriera”. Quello stesso Camillo Marino, critico cinematografico, sceneggiatore irpino che, insieme a Giacomo D’Onofrio, fondò il famoso festival di Cinema Neorealista, Laceno d’oro.
La kermesse cinematografica, giunta alla sua settima edizione, è interamente dedicata al regista francese, Palma d’oro, quest’anno al Festival di Cannes con il film “La classe – Entre les murs” capolavoro incentrato sulla complicata realtà delle banlieues parigine, miracolo di equilibrio precario tra realtà e finzione.
Dopo la conferenza stampa durante la quale è stato presentato il programma della manifestazione, la kermesse entrerà nel vivo martedì 2 dicembre, giorno in cui presso il Convitto Nazionale “Pietro Colletta” di Avellino, prestigioso istituto in cui tra l’altro lo stesso Camillo Marino trascorse i suoi anni di liceo, verrà proiettato “Risorse Umane” per la regia di Cantet.
“Risorse umane”, primo film del regista francese che gli aprì le porte del grande pubblico e vincitore di numerosi premi, fra cui il Premio César nel 2001, dipinge il piccolo mondo di una fabbrica francese in cui il padre, operaio da 30 anni, e suo figlio Frank, manager neolaureato, si ritrovano inconsapevolmente a combattere una guerra. La fabbrica è una guerra di posizione: trincea, filo spinato, attese, incursioni trattative sindacali. Gli eserciti schierati al posto fisso della macchina o alla poltrona della dirigenza. Franck è la recluta che sta per insediarsi nella sua nuova posizione di manager ma che non può dimenticare il suo ruolo anzitutto di figlio. Lo strappo è netto, la frattura insanabile. Una guerra di posizione che termina con la partenza del figlio verso un posto che forse non raggiungerà mai, dove l’autonomia coincide con l’autenticità, la libertà con la verità.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here