Al Criscuoli di S.Angelo una mostra dedicata all’Alta Irpinia

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Sabato 28 novembre, alle ore 10.30, a Sant’Angelo dei Lombardi, presso l’Auditorium dell’Istituto Comprensivo Statale “Criscuoli”, si inaugura la mostra fotografica “Zenith, sguardo meridiano: viaggio nel cratere dell’Alta Irpinia”. Un progetto culturale, una mostra e un libro, per l’analisi dell’ambiente e del territorio, in partenariato con il Biennio Specialistico in Fotografia dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, a cura del Prof. Libero De Cunzo. I ragazzi di Sant’Angelo e undici fotografi riscrivono con la luce paesaggi e memorie. “Immagini per la tutela” è il titolo dell’ incontro per la presentazione della mostra e del libro. Interverranno: Rosa Anna Repole, Dirigente scolastico I.C. “Criscuoli”; Giovanna Cassese, direttore Accademia di Belle Arti di Napoli; Mario De Cunzo, già Soprintendente BAAAS per la ricostruzione in Irpinia; Paolo Mascilli Migliorini, MiBAC/direttore dell’ufficio catalogo e documentazione-Palazzo Reale-Napoli; Generoso Picone, giornalista e scrittore. Concluderà Cosimo Sibilia, Presidente della Provincia di Avellino.
La campagna fotografica svoltasi nei comuni di Sant’Angelo dei Lombardi, Conza della Campania, S.Andrea di Conza, Montemarano, Lioni, Calitri, Cairano, Bisaccia, Bagnoli Irpino, Montella, Guardia dei Lombardi,Torella dei Lombardi, Auletta, Frigento, Castelvetere, Castelfranci, Morra de Sanctis, Rocca San Felice, durata sette giorni, ha prodotto oltre duemila fotografie, delle quali centoquaranta rigorosamente selezionate ed organizzate in sequenza narrativa, saranno esposte in mostra. L’intero corredo fotografico andrà a costituire un ricco archivio digitale di immagini, accessibile on line. Si tratta di un intenso e suggestivo percorso di lettura visiva, una sequenza narrativa e poetica che non tralascia anche valenze analitiche e documentarie dell’Alta Irpinia, trent’anni dopo il sisma. Immagini, memorie, ragionate rivisitazioni nel paesaggio, nel tessuto dei luoghi, tra vicoli e piazze, leggendone l’anima, intesa non solo nella fisicità dei siti, ma principalmente come stratificazione culturale e sociale degli abitati. La mostra ne propone la lettura attraverso il linguaggio fotografico, indicando i segni di una mutazione antropologica e facendosi carico di una memoria umana, in cui ogni immagine del passato possa ritrovare continuità per un “futuro possibile”. Come scrive Libero De Cunzo: “L’atto del vedere è azione di ri-scoperta e ri-generazione del territorio, che comprende sia la re-impaginazione del luogo sia la scintilla di luce e memoria che porta a costruire sensibilmente l’immagine”…”La ricerca del senso delle cose che appaiono ai nostri occhi, approda nella consapevolezza della storia dell’uomo con le sue interpretazioni, i suoi racconti, con i segni e i sogni, con le attese alla vita e all’amore, invitando alla partecipazione e alla condivisione di uno sviluppo possibile, di cultura e coscienza”.

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