AVERSA- “Quando ho visto quella poltrona nell’ufficio del Procuratore, il mio pensiero non poteva che andare a Franco Greco. Il mio primo atto di Procuratore di Napoli Nord, la presidente Covelli lo sa perché gliel’ ho anticipato, sarà quello di chiedere l’intitolazione degli uffici di Napoli Nord a Francesco Greco”. E’ il primo passaggio del discorso di insediamento e giuramento da Procuratore della Repubblica di Napoli Nord da parte di Domenico Airoma. Questa mattina nell’aula delle riunioni dedicata a Rosario Livatino, il magistrato negli ultimi cinque anni alla guida della Procura della Repubblica di Avellino ha iniziato la sua nuova esperienza alla guida della Procura di Napoli Nord. Alla cerimonia era presente anche il Procuratore della Repubblica di Avellino facente funzioni Francesco Raffaele e i viceprocuratori onorari Carmela Angiuoli e Rossella Silvestro. Un atto, quello dell’intitolazione degli uffici al Procuratore Greco, recentemente scomparso, che Airoma ha ritenuto “doveroso da parte di noi tutti”.
Permettetemi poi di fare delle brevissime considerazioni, che sgorgano dal cuore vedendovi qui questa mattina. Credo che bisogna gioire quando le istituzioni formano una comunità. Questo e’ un segno importante. Soltanto chi è cieco non è capace di vedere i segni importanti. La nostra vita è fatta di segni. Questo sia un segno importante soprattutto per questa terra. Mi piace pensare che sia anche un segno di affetto nei miei confronti. Ma credo che la vostra presenza qui sia un segno soprattutto di chi abita questa terra, che per troppo tempo si è sentito costretto in un disperato abbandono e isolamento. Oggi le istituzioni fanno comunità e questo resta segnato nella storia di questo Tribunale e di questa Procura”. Per Airoma “questa terra, al di là di ogni bolsa retorica, ha bisogno di qualcosa in più. Ci sono dei tempi e dei luoghi nei quali non basta il merito adempimento scolastico del dovere. So perfettamente che potrò contare su tutti voi, so perfettamente che è illusorio pensare che la Procura possa fare tutto da sola, senza entrate in sintonia con gli altri uffici giudiziari del Distretto. Non e soltanto illusorio ma è dannoso, ma non per noi, ma per la nostra comunità. Da oggi pomeriggio affronteremo queste sfide. Però oggi, adesso, in questo momento, apprezziamo questa unità e questa concordia, che non e’ vuota forma ma molta sostanza. Per cui cari amici ed amiche io ci proverò. E sono sicuro che da lassu’ Franco mi darà una mano e che mi assisterà il Beato Livatino a cui questa sala è intestata”. Aerre
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