Bologna – Torna a vincere l’Air di Avellino e lo fa in maniera convincente su un parquet difficile, ovvero quello del “PalaDozza” di di Bologna. Prestazione maiuscola nei primi venti minuti, nei quali la squadra si è espressa molto bene in attacco. Complice una retroguardia disastrosa degli uomini Fortitudo, l’Air è riuscita a confezionare ben 51 punti nel solo primo tempo grazie ad un’ottima circolazione di palla e ai tanti tiri con spazio disponibili. Tutta un’altra musica insomma rispetto al fuoco libero visto contro il Maccabi. Quella di oggi è l’ennesima riprova che ai biancoverdi non manca niente per essere tra le prime della classe e che far la differenza tra una vittoria e una sconfitta non è la quantità dei tiri da 3 punti, ma la qualità.
PANCHINA&GESTIONE – E in campo a Bologna di qualità ce n’è stata davvero tanta, a partire da una panchina finalmente decisiva. Benissimo Crosariol (un altro giocatore rispetto a quello con gli israeliani) e bene Antonio Porta: liberato dal fardello di dover eseguire a tutti i costi si è lanciato ‘all’arma bianca’ sul campo di gioco, facendo buone cose sia in transizione che a metà campo. La grinta poi è tutta lì da vedere, testimoniata da due triple piovute nel momento più difficile del match (una a fil di sirena nel terzo quarto) che hanno di fatto ridato le redini dell’incontro ai biancoverdi. Oltre a loro due minuti importantissimi in termini di gestione di fiato e ritmi anche per Pete Lisicky. Il meglio però è arrivato da Daniele Cinciarini, o per così dire dalla sua ‘staffetta’ con uno spettacoloso Drake Diener. I due hanno combinato insieme per 20 punti in 25 minuti con il primo davvero propositivo in difesa e il secondo capace con le sue solite ‘bombe’ in transizione di aprire la partita a metà. A nostro avviso, la scelta di andare con Drake sesto uomo continua ad essere più che azzeccata.
Il dato più importante della partita è forse più decisivo per la stagione dell’Air è questo: i 5 ‘panchinari’ (Diener, Porta, Radulovic, Crosariol, Lisicky) hanno avuto un impiego medio di 18,2 minuti che sono serviti, oltre che per garantire punti e qualità, a dare riposo alle solite ‘certezze’ di questa Scandone, ovvero Travis Best e Chris Warren (conditi dal consueto Tusek, emotivamente il numero uno). Quando il fenomenale play ex Indiana può concedersi il lusso di stare in panchina tanto tempo poi in campo fa la differenza, concentrando la sua classe al meglio. 17 punti, 3 rimbalzi, 2 assist (nonchè i liberi della sicurezza e l’immancabile tripla da leader) in soli 18 minuti sono un fatturato sintomo di un livello di pallacanestro decisamente superiore. Warren invece è stato semplicemente devastante contro gli avversari ed anche per lui dopo un primo tempo da applausi, nel quale ha messo a referto ben 18 punti, è arrivata la ‘comodità’ della panchina. Unica nota stonata Eric Williams, che si è mosso bene e molto disciplinatamente in campo ma che commette ancora troppi falli subito e si esclude dalla partita. Il sistema non lo coinvolge (anzi, diciamo che a volte lo emargina) ma anche lui dovrebbe prestare più attenzione.
La Cronaca: Fortitudo in campo con Huertas, Strawberry, Fucka e Papadopoulos. Air con Best, Cinciarini, Warren, Tusek e Williams. I primi minuti sono abbastanza equilibrati, caratterizzati da difese allegre. Cinciarini al 7′ dà il primo vantaggio ad Avellino con 5 punti in fila(12-16), un vantaggio che i lupi manterranno fino al termine del match. Strawberry prova la reazione ma l’Air trova spazi incredibili e chiude il quarto avanti di 4 (18-22). Gli ospiti scollinano oltre la doppia cifra di vantaggio con un parziale di 0-7 al quale replicano Huertas e Papadopoulos 25-35 dopo 14′). Ma la Effe del primo tempo è davvero poca cosa e per gli specialisti irpini è relativamente semplice piazzare un secondo parziale che addirittura grazie ai liberi di Lisicky arriva a mettere 19 punti di distacco tra le due compagini (30-49 dopo 18′). Timida reazione bolognese, ma il primo tempo si conclude con Avellino saldamente avanti (33-51). Nel terzo quarto l’Air scende in campo con l’idea di rallentare i ritmi e favorisce il primo pericoloso rientro della Fortitudo (44-53 dopo 16′) trascinata da uno Strawberry talentuoso ma davvero egoista. I padroni di casa ci credono, ma Porta pesca due Jolly incredibili e con altrettante triple ferma l’emorragia (54-66 dopo 30′). Bologna anche nell’ultima frazione tenta il riavvicinamento, ma è un fuoco di paglia. Best entra, prende palla e piazza le giocate della staffa. Finisce 71-82.
Le qualità della squadra non sono mai state messe in dubbio, ma ora la Scandone deve dimostrare di essere matura e finalmente scendere da quest’altalena di gioco e risultati per confermarsi in campionato contro Udine. Le Final8 sono un obiettivo più che lecito per un team di questo talento, a patto che si giochi a pallacanestro come visto oggi. (di Giuseppe Matarazzo)
Gmac Fortitudo Bologna – Air Scandone Avellino 71-82
(18-22; 33-51; 54-66; 71-82)
Gmac Fortitudo Bologna: Huertas 17, Gordon 4, Mancinelli 12, Cittadini, Malaventura 3, Slokar, Strabewrry 22, Papadopoulos 11, Fucka 2, Fin, Achara.All:Pancotto.
Air Scandone Avellino: Warren 19, Radulovic 2, Porta 8, Best 17, Cinciarini 11, Crosariol 6, Lisicky 3, Napodano, Tusek 7, Williams 1, Diener 8, Nardi.All: Markovski.
