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BUCCHI – Ed è proprio la difesa la principale chiave di lettura che Piero Bucchi utilizza per analizzare il match. “E’ stata una partita a basso punteggio, non certo spettacolare, in cui a farla da padrone sono state le retroguardie – ha dichiarato al termine dell’incontro – noi però abbiamo concesso troppo, specialmente sotto i nostri tabelloni. La buona vena di Tusek ha fatto il resto. Noi – ha continuato – cerchiamo ancora la miglior condizione, senza la quale è impossibile sperare di giocare bene. Vitali sta pian piano entrando in condizione, ma non posso chiedere a lui 20 punti a partita. Per quanto riguarda stasera comunque non credo che le nostre scarse percentuali del primo tempo dipendano dal fatto che Avellino ha variato più volte strategia sui Pick and Roll, eravamo preparati a questo. Semplicemente Avellino è riuscita a gestire meglio e a saper sfruttare ogni singolo errore. Dopotutto, si tratta di una squadra di Eurolega, non certo dell’ultima arrivata e vincere qui non sarà facile per nessuno”.
MARKOVSKI – E la massima competizione europea è un tema ricorrente anche per il macedone. “E’ come se avessimo vinto un’altra partita di Eurolega – ha dichiarato – perchè Milano è un team allestito per questa competizione. Sono molto soddisfatto della nostra difesa e sono ancor più contento per come è maturata la vittoria, ovvero impiegando 11 giocatori che indipendentemente dai punti hanno garantito minuti di qualità e ampie rotazioni. Con alcune delle sue stelle a mezzo servizio i lupi sono comunque riusciti a rimanere a distanza di sicurezza anche con le cosiddette seconde linee. “Tutti, da Nardi a Radulovic, hanno dato il loro contributo. Nikola avrà sbagliato qualcosa, ma ha fatto quello che io gli chiedevo ed è questo quello che voglio vedere”.
WARREN – Chris Warren, invece, offensivamente non è stato smagliante come al solito ma ha comunque garantito 15 punti e soprattutto una eccezionale difesa individuale. “Sinceramente non posso ritenermi soddisfatto delle ultime prestazioni. Sto tirando male, e questo mi da fastidio. Però, finchè la squadra vince va bene. Oggi inoltre sono stato impegnatissimo in difesa, perchè il coach mi aveva espressamente chiesto di limitare il più possibile Hawkins, quello che secondo me è uno dei primi 3-4 giocatori presenti in Italia. Non è stato facile, è stato uno scontro durissimo, ma alla fine posso ritenermi soddisfatto”. E magari Warren reincontrerà percentuali amiche proprio Mercoledì, a Zagabria, contro la squadra nella quale ha militato per 3 anni. “Il Cibona è un team importantissimo per me – ha detto – mi ha fatto conoscere come cestista qui in Europa e lì ho vissuto tre anni importanti, ricchi di traguardi professionali e umani. E’ un campo davvero ostico da espugnare, ma questo non significa che noi non ci proveremo fino allo stremo delle nostre forze. Sappiamo cosa vorrebbe dire tornare ad Avellino con una vittoria così pesante”