Air – Cenere e carbone nella calza dell’Air. Cantù asfalta Avellino

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Se la brillante vittoria con Caserta aveva regalato ad i lupi un dolce Natale, la brutta sconfitta in quel di Cantù mostra forse la peggiore Avellino di stagione. Svogliata, in partita solo nei primi cinque minuti del terzo quarto, una Scandone troppo brutta per essere vera, una giornata no per molti, a partire da Nelson. Per la guardia americana arriva l’ennesima prova incolore, un giocatore che, eccezion fatta per le vittoriose trasferte di Roma e Varese, non ha mai dimostrato di essere decisivo e determinante anche nell’arco di una singola gara. Il suo gioco monodimensionale gli impedisce di essere costante ed il contributo praticamente nullo dall’arco (8 triple in 12 gare – 4 nella sola gara di Roma) salta ancor più all’occhio nel momento in cui anche Akyol ha percentuali molto basse dal perimetro. Per il turco, complice anche l’infortunio alla mano che lo ha tenuto a lungo fermo, la forma migliore è ancora lontana ed il 5 su 18 da tre in stagione diventa un’aggravante quando, come oggi, Lauwers viene impiegato con il contagocce (11 minuti), nonostante sia l’unico, affidabile catalizzatore dalla linea dei 6,25. Prova dai due volti invece per Troutman: primo tempo inguardabile, in cui per la verità è stato cercato poco e male, terzo periodo molto buono che è coinciso con la rimonta irpina, dal -21 del 16’ (37-16) al -8 del 28’ (54-46). Gravato di quattro falli dopo 27 minuti, ha messo nuovamente a nudo i punti deboli del settore lunghi dell’Air. Quando infatti Chevon si eclissa o, come contro la NGC ha problemi di falli, si fa molto dura per i lupi, che non hanno valide alternative in quel ruolo. Se Szewczyk è riuscito nell’impresa di trasformare Leunen nel nuovo Dirk Nowitzki (25 punti, 9 su 9 da 2, 12 rimbalzi e 40 di valutazione per l’americano), non è andata meglio per Dylewicz. Per il sei volte campione di Polonia, alle prese con continui piccoli problemi fisici, restano quelle di Varese e Napoli le uniche gare disputate su buon livello. Confermato in pieno il piano partita di coach Trinchieri. Alla ripresa dalla sosta natalizia è riuscito nell’intento di far diventare una gara dal pronostico aperto ed incerto proprio perché successiva alla settimana di break, in un match di ordinaria amministrazione. Per i brianzoli il compito è stato sin troppo facile. Buona circolazione di palla, equilibrio perfetto tra gioco interno ed esterno, fattori che hanno fatto progressivamente aumentare il vantaggio. Partita già in ghiaccio al 7’ (20-2), con Mazzarino prima e Leunen poi, autentici trascinatori. 49 punti in due con il 50% da tre (6 su 12) e 60 di valutazione. Salvo il calo del terzo periodo, l’uscita dal campo di Troutman ha definitivamente spianato la strada dei padroni di casa. Nel nulla del quarto periodo avellinese, Cantù ha messo in cassaforte anche il vantaggio negli scontri diretti chiudendo avanti di 24 (finale 85-61). (di M. Roca)

NGC CANTU’ – AIR AVELLINO: 85-61

Ngc Cantù: Bloise n.e., Green 7, Ortner 9, Markoishvili 11, Leunen 25, Giovacchini 2, Mazzarino 24, Mian 3, Urbutis 4, Lydeka, Maspero n.e., Meroni. Coach: Andrea Trinchieri
Air Avellino: Troutman 15, Dylewicz 3, Casoli, Lauwers 3, Brown 16, Cortese, Iannicelli n.e., Napodano n.e., Porta 2, Nelson 5, Szewczyk 10, Akyol 7. Coach: Cesare Pancotto

Parziali: (25-10); (46-24); (60-48)
Arbitri: Cerebuch, Giansanti, Barni
Note:
NGC: t2 24/44, t3 8/18, tl 13/17, rimbalzi 37 (Leunen 12), perse 13 (Ortner 3), recuperate 17, assist 12 (Markoishvili 3), valutazione 107 (Leunen 40)
AIR: t2 15/30, t3 6/25, tl 13/17, rimbalzi 28 (Troutman 10), perse 16 (Szewczyk 6), recuperate 13 (Troutman e Dylewicz 3), assist 9 (Brown 4), valutazione 54 (Troutman 26).

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